Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo registro dei viaggiatori che entra in vigore oggi: multe fino a 30.000 euro per chi non rispetta la normativa
Da lunedì 2 dicembre è entrato in vigore il Decreto Reale 933/2021, che introduce obblighi di registrazione documentale per chi svolge attività di ospitalità o noleggio di veicoli a motore. La mancata osservanza può comportare sanzioni fino a 30.000 euro.
Contesto e critiche
Questa misura ha sollevato critiche da parte del settore turistico e delle agenzie di viaggio, che lamentano una maggiore burocrazia, un calo della competitività e possibili violazioni della privacy. Tuttavia, il Ministero dell’Interno sostiene che il decreto è stato elaborato rispettando i principi di trasparenza ed evitando oneri amministrativi superflui.
A chi si applica
Il decreto riguarda:
- Strutture ricettive professionali e non, come hotel, ostelli, B&B, campeggi e parcheggi per camper.
- Noleggiatori di veicoli a motore senza conducente, esclusi taxi e autonoleggi con conducente.
- Operatori turistici e piattaforme digitali, che agiscono come intermediari per queste attività.
Obblighi di registrazione
Le aziende devono utilizzare la piattaforma Ses.Hospedajes, dove comunicare:
- Dati aziendali (ragione sociale, contatti).
- Informazioni sull’immobile (indirizzo, tipo di struttura).
- Dati dei viaggiatori (nome, sesso, documento d’identità, contatti, relazione di parentela per i minori).
- Dettagli della transazione (contratto, date di soggiorno, metodo di pagamento).
Per il noleggio di veicoli, è necessario fornire dati simili includendo le informazioni sui conducenti principali.
Il Ministero dell’Interno sottolinea che la normativa mira a migliorare la sicurezza pubblica, soprattutto per contrastare terrorismo e crimine organizzato, che spesso utilizzano alloggi temporanei e noleggi di veicoli come supporto logistico.
Sanzioni
Le sanzioni si suddividono in:
- Lievissime (da 100 a 600 euro) per irregolarità nei registri o ritardi nella comunicazione.
- Gravi (da 601 a 30.000 euro) per la mancanza dei registri o la mancata comunicazione obbligatoria.
Nonostante le critiche, il Ministero ribadisce che il decreto non è finalizzato a generare entrate per lo Stato, ma a garantire una maggiore sicurezza.

