Il Ministero Pubblico ha avviato un’indagine a carico di un consigliere comunale di Vox, Daniel Furió, della località valenciana di Paiporta, per un presunto reato d’odio. L’inchiesta è partita dopo che il Consiglio Comunale, guidato dal PSPV (Partito Socialista del Paese Valenziano), ha deciso di denunciare la pubblicazione sui social media di Furió, nonostante l’opposizione dei due consiglieri di Vox.
Il post incriminato, pubblicato su X (precedentemente Twitter), recita: “Chi vuole porre fine all’immigrazione deve rispettare la legge, quindi, se qualcuno viola la nostra frontiera o entra illegalmente, bisogna dirgli: ‘Indietro o piombo’. Se decide di andare avanti, bisogna applicare il piombo…”. Queste dichiarazioni hanno spinto la Procura Provinciale di Valencia ad aprire un’indagine nei confronti di Furió.
Durante una seduta del Consiglio Comunale a febbraio, Furió ha anche dichiarato che ai migranti “bisogna dire: alt o piombo” e ha sostenuto che non si può permettere che “gli immigrati entrino e poi importino la loro cultura in Spagna”. Inoltre, a marzo, Furió ha condiviso un video sui social media in cui faceva esplodere un petardo su un opuscolo riguardante la legge sulla memoria democratica, dicendo: “Tutta questa spazzatura deve volare in aria”. Nel 2023, ha anche insultato il collettivo LGTBI, definendolo “spazzatura vile”, e ha attaccato il consigliere di Compromís Guillem Montoro, il primo consigliere transessuale in Spagna, accusandolo di “ormonarsi con i soldi di tutti”.
Furió è il terzo esponente valenciano di Vox a essere indagato per aver fatto commenti di carattere razzista o xenofobo, dopo le indagini avviate contro l’ex consigliera di Giustizia Elisa Núñez, che ha lasciato Vox dopo la rottura del governo regionale per la sua “deriva radicale”, a seguito di dichiarazioni xenofobe in relazione a un omicidio avvenuto nella località di Gata de Gorgos, e contro la consigliera ultra del Comune di Valencia, Cecilia Herrero, per le sue pubblicazioni razziste e xenofobe sui social media.

