Il Ministero della Salute italiano ha recentemente diffuso una circolare in cui si sottolinea l’importanza di preparare medici e operatori sanitari a riconoscere i sintomi sospetti del vaiolo delle scimmie, noto come Mpox. Questo documento mette in evidenza l’importanza di identificare tempestivamente i possibili casi e di proteggere adeguatamente il personale sanitario che entra in contatto con i pazienti affetti dalla malattia.
La circolare, firmata dal capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, Maria Rosaria Campitiello, e dal direttore generale Francesco Vaia, invita i medici a prestare particolare attenzione ai casi di Mpox legati ai viaggi, soprattutto quelli causati dal clade I del virus Mpxv. Viene inoltre sottolineata la necessità di considerare le varie manifestazioni cliniche della malattia, che può essere trasmessa sia per via sessuale che non sessuale, colpendo diversi gruppi rispetto alla precedente epidemia causata dal clade II. La circolare raccomanda inoltre il rafforzamento delle misure di protezione per il personale sanitario e i caregiver.
Aggiornamento sulla situazione epidemiologica
Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, al 8 agosto 2024 non sono stati segnalati casi di infezione da Clade I in Italia. Il documento aggiorna la situazione della malattia dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’emergenza di salute pubblica internazionale. Dal primo caso di Mpox segnalato in Italia il 20 maggio 2022 fino all’8 agosto 2024, sono stati confermati complessivamente 1.056 casi, con la maggior parte delle infezioni registrate nell’estate del 2022. Dal 1° gennaio all’8 agosto 2024, sono stati confermati 65 nuovi casi in 12 regioni italiane, senza ulteriori segnalazioni nel mese di agosto.
Differenze tra le varianti del virus Mpox
Il virus Mpox presenta due principali varianti: il clade I, che si sta diffondendo rapidamente in Africa, con sottotipi Ia e Ib, e il clade II, con sottotipi IIa e IIb, meno grave e con complicazioni rare. In Lombardia, ad esempio, non sono stati registrati casi della variante di tipo I, mentre nel 2023 e 2024 sono stati confermati rispettivamente 29 e 21 casi, tutti legati alla variante II. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha dichiarato che, grazie all’esperienza maturata con la variante di tipo II, la patologia è attualmente sotto controllo nella regione.
Bertolaso ha inoltre sottolineato che, nonostante la situazione sembri gestibile per la variante II, la sorveglianza rimane alta, soprattutto per quanto riguarda il clade Ib, per il quale non ci sono ancora certezze scientifiche su possibili differenze nella trasmissione e negli esiti clinici. Il sistema di monitoraggio della Lombardia, definito tra i migliori in Italia, continua a essere attivo ed efficace, garantendo un controllo costante della situazione.

