42 PERSONE INDAGATE PER COSTRUZIONI ABUSIVE
Una vasta operazione della Guardia Civil ha portato all’individuazione di 42 persone indagate a Lanzarote per aver costruito immobili, strutture e ampliamenti non autorizzati in aree considerate territorio protetto. Si tratta di una delle indagini ambientali più ampie mai avviate sull’isola, dove da mesi le autorità monitorano un incremento preoccupante di edificazioni abusive.
L’intervento è stato coordinato dall’EPRONA, il reparto specializzato della Guardia Civil dedicato alla protezione della natura. Gli agenti, dopo una lunga fase di vigilanza e sopralluoghi, hanno scoperto diverse costruzioni destinate a uso residenziale o ricreativo, tutte realizzate senza permessi e in zone dove edificare è totalmente vietato per legge.
L’indagine si è articolata in due fasi: la prima ha portato alla verifica di 42 edifici sospetti, mentre la seconda – concentrata soprattutto nei comuni di Haría e Tías – ha aggiunto ulteriori 23 ispezioni, consolidando il quadro delle irregolarità. Gli investigatori sottolineano che in molti casi si tratta di costruzioni che hanno alterato aree di alto valore ecologico, compromettendo paesaggio, biodiversità e il fragile equilibrio naturale dell’isola.
Gli indagati rischiano da uno a tre anni di carcere, insieme a sanzioni economiche significative e all’obbligo di procedere alla demolizione delle opere, oltre al ripristino dell’ambiente al suo stato originario. Un processo complesso e costoso che, secondo la Guardia Civil, è necessario per fermare un fenomeno diventato ormai strutturale.
Le autorità hanno ribadito l’importanza di proteggere i territori naturali dell’arcipelago, spesso messi sotto pressione da edificazioni incontrollate, attività economiche abusive e una crescente domanda di spazi privati nelle zone rurali e paesaggistiche. L’operazione, assicurano, continuerà nei prossimi mesi per individuare ulteriori irregolarità e garantire il rispetto della normativa ambientale.
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