L’annuncio indicava che si trattava di una stanza condivisa in un ‘coworking urbano’.
Non sempre ciò che viene promosso come affitto turistico corrisponde effettivamente alla realtà una volta giunti a destinazione. Mentre alcuni inserzionisti di piattaforme specializzate nell’affitto per brevi periodi rispettano ciò che pubblicizzano ce ne sono altri che risultano poco chiari nelle loro proposte o addirittura ingannano la propria clientela. È proprio quanto sembra essere accaduto con un annuncio su una di queste pagine web specializzate nelle Canarie.
Un turista ha avuto una sorpresa spiacevole quando è arrivato nella stanza che aveva prenotato ad Arrecife, a Lanzarote. Quella che era stata pubblicizzata come una “stanza condivisa” in un ‘Coworking urbano’ su Airbnb al costo di 25 euro a notte si è rivelata essere un locale commerciale pieno di tende da campeggio e bagni in comune.
Il turista, che ha deciso di segnalare questa situazione a Biosfera Digital, ha spiegato che, durante la prenotazione, l’indirizzo fornito risultava essere diverso dalla posizione reale, apparentemente per confondere. Arrivato sul posto, si è trovato in un locale che, lontano dall’essere uno spazio di coworking convenzionale, ospitava una serie di tende da campeggio improvvisate.

Inoltre, la porta del presunto “coworking” ha attirato l’attenzione del turista perché aveva un cartello che indicava chiaramente: “Non si devono dare spiegazioni ai vicini e alle persone esterne su questo coworking. I vicini non vogliono turisti. Non permettere loro di entrare nel locale. Non sono amici”.
Questo incidente solleva interrogativi sulla trasparenza nella pubblicità degli affitti a breve termine e sottolinea l’importanza che i turisti verifichino attentamente le descrizioni e le recensioni prima di effettuare prenotazioni su piattaforme online. L’esperienza di questo turista sottolinea la necessità di una regolamentazione più rigorosa e chiara negli annunci di affitti vacanzieri per evitare malintesi e delusioni da parte dei viaggiatori.

