Una donna finirà davanti ai giudici della Audiencia Provincial di Santa Cruz de Tenerife il prossimo 5 novembre, accusata di truffa aggravata per aver offerto in affitto appartamenti inesistenti e incassato le relative caparre.
La Procura ha chiesto per lei tre anni e sette mesi di carcere.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe ingannato una coppia e un uomo, facendogli credere di essere la proprietaria di alcune abitazioni. Con questa scusa, la coppia le avrebbe inviato 1.200 euro (in due bonifici da 600), mentre l’altro uomo avrebbe versato 550 euro come deposito cauzionale.
Ora, oltre alla restituzione delle somme, il pubblico ministero chiede anche 500 euro di risarcimento per danni morali e una multa di 2.700 euro.
Il Ministero Pubblico ritiene provato che l’imputata abbia pubblicato su una piattaforma online almeno due annunci di affitto, pur non disponendo realmente degli immobili «né potendo mantenere la propria offerta».
In particolare, dopo aver contattato la coppia tramite WhatsApp, la donna avrebbe chiesto il pagamento di due importi: uno per la “prenotazione” della casa e l’altro per il primo mese di affitto.
Ricevuto il denaro, tuttavia, non avrebbe mai consegnato l’abitazione né restituito le somme, arrivando infine a bloccare i contatti e prelevare il denaro.
Anche l’uomo truffato avrebbe seguito un copione simile: dopo essere stato convinto telefonicamente, ha versato 550 euro di caparra su un conto intestato all’imputata, senza poi ricevere le chiavi né poter recuperare il proprio denaro.

