Tre persone sono state fermate all’Aeroporto di Tenerife Nord mentre tentavano di lasciare l’isola con un ingente carico di gioielli, ritenuti provento di furti in abitazioni di Santa Cruz de Tenerife. L’inchiesta, che finora ha fatto luce su almeno 19 reati, ha svelato un modus operandi altamente sofisticato, studiato per non lasciare tracce.
La cattura è avvenuta a fine maggio, poco prima dell’imbarco dei sospetti su un volo diretto alla penisola. La Polizia aveva già individuato alcuni di loro in un quartiere di Santa Cruz, organizzando così un’operazione mirata a intercettarli prima che potessero fuggire.
Secondo gli investigatori, gli indagati agivano in almeno tre zone residenziali della città con tecniche collaudate: entravano nei portoni senza forzare porte (“resbalón”), marcavano discretamente gli ingressi per verificare l’assenza degli inquilini ed erano esperti nell’“bumping”, metodo che permette di aprire serrature senza lasciare segni visibili di effrazione. All’interno degli appartamenti, operavano con estrema cautela per non depositare impronte o tracce biologiche. Mentre due membri del gruppo razziavano oggetti di valore facilmente trasportabili, un terzo fungeva da vedetta all’esterno, pronto a segnalare ogni presenza sospetta.
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati circa 1,5 kg di gioielli in oro, molti privi di montatura, il che farebbe pensare a un’immediata fusione per la successiva vendita all’estero. Parte della refurtiva è già stata restituita a sei proprietari grazie al lavoro degli agenti, che hanno potuto identificarla.
Le indagini proseguono e non si escludono nuovi arresti. La Polizia è inoltre sulle tracce di un ulteriore complice fuggito, la cui identità è già inserita nei database investigativi.
Gli inquirenti hanno sottolineato che «la collaborazione dei cittadini è stata fondamentale» e hanno ricordato l’importanza di «segnalare qualsiasi comportamento sospetto o attività insolita, soprattutto nei condomìni». Spesso, hanno concluso, «l’attenzione ai piccoli dettagli e la cooperazione tra vicini fanno la differenza nelle indagini».

