Il presidente della Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife, Santiago Sesé, ha espresso preoccupazione per la proposta di introdurre una tassa turistica sull’isola, senza aver prima condotto un’analisi sull’impatto che tale misura potrebbe avere sull’economia e sull’occupazione locale.
“Non siamo contrari a misure che promuovano la sostenibilità o la conservazione dell’ambiente, ma crediamo che debbano essere adottate con criteri tecnici, una visione a lungo termine e attenzione agli effetti negativi indesiderati”, ha dichiarato.
In questo contesto, Sesé ha precisato che la Camera sostiene l’introduzione di contributi mirati, come nel caso del Parco Nazionale del Teide, dove la riscossione è destinata a servizi specifici come la tutela ambientale e l’introduzione di navette elettriche. Tuttavia, ha criticato la proposta attuale, affermando che manca chiarezza sulla finalità della tassa, sui soggetti interessati e sulle modalità di applicazione.
La Camera di Commercio ribadisce che qualsiasi misura fiscale che possa influenzare un settore strategico come il turismo deve essere adottata con trasparenza e dialogo, coinvolgendo imprenditori, professionisti del settore e la società civile. Per Sesé, “qualunque strumento di prelievo fiscale dovrebbe nascere dal consenso, con un’analisi preventiva dell’impatto socioeconomico e una destinazione d’uso ben definita”.
In particolare, ha avvertito che se la tassa sarà applicata solo ai turisti che alloggiano in hotel, si trasformerebbe in un’imposta sulla pernottazione, ignorando che non tutti i visitatori scelgono strutture alberghiere.
Secondo l’ultimo Rapporto sul Turismo relativo al primo trimestre 2025, redatto dal Servizio Studi della Camera, i turisti arrivati alle Canarie sono aumentati del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre l’occupazione alberghiera è cresciuta appena dello 0,8%. “Una parte significativa dei visitatori sceglie sistemazioni diverse dagli hotel”, ha osservato Sesé.
Il presidente ha inoltre sottolineato che non è stato considerato il rischio di perdita di competitività per Tenerife rispetto ad altre isole dell’arcipelago e a destinazioni concorrenti internazionali.
Ha anche colto l’occasione per ricordare che la popolazione è consapevole del ruolo chiave del turismo nell’economia regionale, nella creazione di lavoro e nel sostegno al welfare.
“Davanti alla tendenza a demonizzare il settore, dobbiamo valorizzare la consapevolezza di chi riconosce il turismo come motore di sviluppo economico e generatore di occupazione, in grado di sostenere migliaia di piccole e medie imprese in vari settori produttivi dell’isola”.
Sesé ha citato i dati dell’Indagine sulle abitudini e la fiducia socioeconomica dell’ISTAC, secondo cui quasi il 70% dei canari riconosce i benefici economici derivanti dall’attrazione di investimenti legata al turismo.
In conclusione, ha rilanciato l’appello a una collaborazione pubblico-privata, per fare in modo che “questo riconoscimento da parte della società canaria sia compatibile con la necessità di avanzare verso un modello economico sostenibile, responsabile e impegnato nel progresso sociale”. “Il turismo è parte della soluzione, non del problema”, ha ribadito, avvertendo che decisioni non condivise rischiano di alimentare polemiche e distrarre dalle vere sfide del settore.
I dati
Il rapporto del Servizio Studi Economici conferma la buona performance di tutti gli indicatori nel primo trimestre 2025:
- Le Canarie hanno accolto 4.361.596 turisti stranieri, pari a un +2,1% rispetto al primo trimestre 2024. Tuttavia, questo aumento è quasi quattro punti sotto la media nazionale (+5,7%).
- La spesa turistica complessiva è cresciuta del 5,5%, con un costo medio giornaliero per turista che a marzo ha raggiunto 186 euro al giorno.
- Nonostante il maggior afflusso, i turisti alloggiati in hotel sono cresciuti solo dello 0,8%. Questo incremento è dovuto unicamente ai viaggiatori stranieri (+1,3%), mentre i turisti spagnoli sono diminuiti dell’1,9%.
- La durata media del soggiorno è calata dell’1,3%, le pernottazioni sono diminuite dello 0,5% e il tasso di occupazione alberghiera è sceso di 1,9 punti, attestandosi al 74,9% nel mese di marzo.
Dal lato occupazionale:
- Il personale impiegato negli hotel è aumentato del 5,3% rispetto al 2024.
- L’intero comparto ristorazione e ospitalità ha registrato un aumento delle affiliazioni alla sicurezza sociale del 3,9% nel primo trimestre.
- Al 31 marzo, si contavano 170.494 lavoratori registrati, 4.114 in più rispetto al 2024 (+2,5%), rendendo il turismo il settore con il maggior numero di occupati nelle Canarie.
- I disoccupati a fine trimestre erano 23.446, 526 in meno rispetto all’anno precedente (-2,2%).
Tuttavia, l’Indice di Fiducia delle imprese del trasporto e dell’ospitalità ha registrato un calo dell’1,6% nell’indagine di aprile, probabilmente legato al consueto rallentamento del secondo trimestre rispetto al primo. Per il secondo semestre, le previsioni restano condizionate dall’incertezza economica, dalla decelerazione della crescita turistica e dagli effetti potenziali della guerra commerciale con gli Stati Uniti, che potrebbe colpire i Paesi emittenti di turisti.

