SVIZZERA PRESENTA IL CONTO AI PRO‑PALESTINESI CHE APPOGGIARONO IL TERRORISMO
Berna – La Svizzera ha deciso di far pagare ai cittadini coinvolti nella Global Sumud Flotilla i costi sostenuti dallo Stato per l’assistenza consolare. La missione marittima del 2025 verso Gaza, intercettata dalle autorità israeliane in acque internazionali, aveva lo scopo dichiarato di portare aiuti umanitari ma è stata considerata illegale dalle autorità svizzere.
Il governo federale ha approvato all’unanimità la mozione per il rimborso, senza discussioni interne. Ogni partecipante dovrà versare circa 11.000 euro, a copertura dei servizi consolari forniti durante la detenzione e il rientro in Svizzera.
Le proteste di solidarietà verso la flottiglia hanno coinvolto diverse città svizzere, tra cui Ginevra, Zurigo e Berna, con alcune tensioni registrate con la polizia. Nonostante ciò, la Confederazione ha sottolineato che l’addebito riguarda solo i costi amministrativi, separati dagli aiuti umanitari diretti alla popolazione civile palestinese, pari a oltre 23 milioni di franchi.
La decisione ha ricevuto pieno sostegno politico in Parlamento, consolidando la linea ferma della Svizzera nei confronti delle iniziative che violano il diritto internazionale e le regole di sicurezza.
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