Aveva lasciato le competizioni dopo aver ammesso di aver avuto un blocco mentale. Ora ha dominato gli Us Classic, deliziando il pubblico con una prestazione straordinaria
NEW YORK – Questo weekend Simone Biles ha fatto qualcosa che non faceva da due anni: competere in una gara d’elite di ginnastica. E vincere la medaglia d’oro. È tornata in pedana come se non l’avesse mai lasciata, dando spettacolo. Solida come la roccia, esplosiva nei passi, capace di volteggiare in aria come se non avesse peso. Per la prima volta dai Giochi di Tokyo del 2021, la quattro volte medaglia d’oro e star assoluta della ginnastica Biles ha fatto il suo ritorno alle competizioni, agli Us Classic, davanti a un’arena con il tutto esaurito. L’evento era lei, la dominatrice americana della ginnastica mondiale, trentadue medaglie vinte tra Olimpiadi e mondiali, apparsa finalmente sorridente, trovando il tempo durante il riscaldamento di scherzare con i reporter che la seguivano a poca distanza.
È apparso chiaro che si trovava là dove voleva essere. Alle Olimpiadi aveva detto basta, dopo aver ammesso di aver avuto un blocco mentale, che l’aveva portata a lasciare tutte le competizioni. Si era ritirata dalla finale femminile all-around a squadra dopo un deludente esercizio al volteggio. Una torsione e mezza invece delle due e mezza previste con l’atterraggio. Le gambe tenute troppo larghe. Non era più lei. La notte a mezzogiorno. Quello era stato il suo primo blocco davanti al pubblico. La sua ultima prestazione si era conclusa con un bronzo. Da quel momento tutti si erano chiesti se sarebbe più tornata in pedana.
Ci sono voluti due anni per la risposta, arrivata quando a giugno Biles è apparsa nell’elenco delle partecipanti agli Us Classic. Nel frattempo ha compiuto 26 anni, ha sposato a maggio il giocatore di football Nfl dei Grenn Bay Packers Jonathan Owens, il cui nome era nella collana che Simone indossava in pedana. È tornata per stupire ancora, dominando le avversarie, ma anche per sostenere la causa delle malattie mentali, pronta a parlare della depressione, dello stato d’angoscia che paralizza gli atleti.
Biles, con i suoi 142 centimetri di energia esplosiva, sarà molto di più di una super star. A Tokyo aveva detto di aver chiuso per sempre. Non era così. Negli ultimi mesi è tornata ad allenarsi seriamente, circondata dal cerchio magico di amici, famiglia e allenatori che hanno tenuto segreta la notizia del suo ritorno in pedana. Alla Now Arena di Hoffman States, fuori Chicago, Illinois, migliaia di fans l’hanno acclamata. Con lei c’erano tre atlete della squadra di Tokyo: Jade Carey, Jordan Chiles e Sunisa Lee. In più, Joscelyn Roberson, 17 anni, destinata a essere una delle nuove stelle della ginnastica. C’erano avversarie che avevano sei anni quando l’americana aveva vinto la sua prima medaglia d’oro ai Mondiali.

