Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha annunciato durante un atto del PSOE a Malaga la rimozione di oltre 53.000 alloggi turistici dal registro unico degli affitti, dopo aver riscontrato «migliaia di irregolarità» in abitazioni che tentavano di convertirsi in case vacanza.
Si tratta di immobili che avevano richiesto l’iscrizione obbligatoria al registro a partire dal 1º luglio, ma che non hanno ottenuto il numero per mancanza di requisiti legali. Il Ministero della Casa e dell’Agenda Urbana (MIVAU) ha già notificato 53.876 alloggi turistici illegali alle piattaforme digitali, chiedendo la rimozione dei rispettivi annunci.
Pedro Sánchez ha compiuto un passo deciso nella lotta al problema abitativo, che colpisce soprattutto i giovani, ormai quasi impossibilitati ad accedere a una casa a causa delle condizioni imposte dal mercato residenziale. Il presidente del Governo ha annunciato che ai portali digitali di affitti è stato richiesto di rimuovere 53.876 annunci di abitazioni sul territorio nazionale che non rispettano la normativa e che tentavano di convertirsi in affitti turistici. Di questi, 8.698 si trovano nelle Isole Canarie.
Secondo Sánchez, queste abitazioni torneranno ora al mercato degli affitti permanenti, «a disposizione dei giovani e delle famiglie del nostro Paese». L’obiettivo del Governo è infatti quello di aumentare l’offerta di alloggi residenziali e contrastare la crescita degli affitti turistici illegali, che «espellono le famiglie dai loro quartieri e snaturano le città».
Con il registro unico e la nuova Ventanilla Única Digital, il Ministero guidato da Isabel Rodríguez intende «preservare la funzione sociale della casa e combattere l’illegalità nel settore».
Le città e le regioni più colpite
Il Ministero ha sottolineato come la Spagna sia «il primo Paese europeo» ad aver implementato un registro unico per gli alloggi temporanei, in collaborazione con il Collegio dei Registratori, al fine di frenare le irregolarità nel mercato turistico.
Per regioni, il maggior numero di registrazioni revocate riguarda l’Andalusia (16.740), seguita da Canarie (8.698), Catalogna (7.729), Comunità Valenciana (7.499), Galizia (2.640), Baleari (2.373), Comunità di Madrid (1.531) e Murcia (1.402).
Tra le città, a concentrare la maggior parte dei codici annullati sono Siviglia (2.289), Marbella (1.802), Barcellona (1.564), Malaga (1.471), Madrid (1.257) e Benalmádena (926).
Airbnb: «Impegno proattivo con la Spagna»
Dal canto suo, Airbnb ha ribadito il proprio «impegno proattivo» a collaborare con le autorità per il pieno rispetto della normativa.
«Dal luglio scorso, quando è iniziata la collaborazione con il Ministero della Casa, abbiamo notificato a tutti gli host l’obbligo di ottenere il numero di registrazione nazionale, con avvisi, promemoria regolari e linee guida aggiuntive», ha spiegato la piattaforma. Attualmente, ci sarebbero «altri 70.000 annunci» già provvisti di numero di registrazione.
Inoltre, Airbnb ha precisato che «meno del 10% dei codici revocati fino a oggi risulta ancora attivo sulla piattaforma» e che verranno progressivamente rimossi.

