Una ecatombe: numeri da brivido per i migranti che, a bordo di imbarcazioni precarie e sovraffollate, tentano la traversata dell’oceano Atlantico per raggiungere le coste delle Isole Canarie
Il 2023 è stato l’anno più mortale per i migranti che cercavano di raggiungere le Isole Canarie in Spagna. Secondo il rapporto di “Caminando Fronteras”, un collettivo che monitora i diritti umani dei migranti, 6.007 persone sono morte in mare durante il tentativo di raggiungere le isole a bordo di imbarcazioni precarie. Questo equivale a una media di 16 morti al giorno. Il rapporto indica che la rotta atlantica verso le Canarie è la più letale del mondo e che il numero di morti è triplicato rispetto all’anno precedente. Il rapporto ha anche rivelato che il 2023 ha visto il maggior numero di morti di donne e bambini, con 363 donne e 384 bambini morti.
Il rapporto di Caminando Fronteras è stato pubblicato in un momento in cui il Ministero dell’Interno spagnolo ha riferito che il numero di migranti che cercano di entrare in Spagna via mare è aumentato del 154,5% rispetto all’anno precedente. Il rapporto ha anche evidenziato che la rotta verso le Canarie è diventata più lunga e pericolosa, con un aumento delle partenze da paesi come Mauritania, Senegal e Gambia. Il rapporto ha inoltre rivelato che più della metà delle vittime mortali registrate nel loro viaggio verso le Canarie (3.176) provenivano da Senegal.
In sintesi, il 2023 è stato un anno mortale per i migranti che cercavano di raggiungere le Isole Canarie. Il rapporto di Caminando Fronteras ha rivelato che 6.007 persone sono morte in mare durante il tentativo di raggiungere le isole a bordo di barconi, una media di 16 morti al giorno.
La “rotta canaria”, (o “rotta atlantica”) è la più pericolosa
La rotta migratoria verso le Isole Canarie è notoriamente considerata la più pericolosa tra le vie utilizzate dai migranti, un percorso intriso di difficoltà e rischi che ha guadagnato triste notorietà per le sue sfide uniche e spesso mortali.
La lunghezza estrema del percorso è uno dei fattori principali che contribuiscono alla sua pericolosità. I paesi di partenza, tra cui Mauritania, Senegal e Gambia, sono distanti dalle Isole Canarie, costringendo i migranti a attraversare un tratto significativo dell’oceano Atlantico. Questo implica che le imbarcazioni utilizzate, spesso rudimentali e sovraffollate, devono resistere alle condizioni meteorologiche avverse e alle difficoltà del mare aperto per un periodo prolungato. La lunga traversata aumenta notevolmente il rischio di incidenti, naufragi e situazioni di emergenza.
Le imbarcazioni precarie, comunemente chiamate “pateras o cayucos”, rappresentano un altro elemento chiave di pericolo. Queste barche, spesso troppo piccole e fragili per affrontare le acque turbolente dell’Atlantico, possono facilmente affondare o rovesciarsi durante il viaggio, mettendo a serio rischio la vita dei passeggeri.
La crescente frequenza delle partenze da paesi come Mauritania, Senegal e Gambia aggiunge ulteriori complicazioni. Aumentando il flusso migratorio, si crea una maggiore competizione per risorse limitate, spingendo i migranti a utilizzare imbarcazioni sempre più instabili per cercare di raggiungere le Isole Canarie.
Inoltre, le Isole Canarie hanno sperimentato un aumento significativo del numero di persone che cercano di raggiungerle via mare, creando un contesto in cui i servizi di soccorso e le risorse sono spesso insufficienti per far fronte alle emergenze. Questa combinazione di fattori rende la rotta verso le Isole Canarie estremamente pericolosa e fatale per molti migranti che intraprendono questo viaggio rischioso.

