La scorsa settimana abbiamo chiesto al Presidente del Com.It.Es di Arona, Maurizio Mior, di esprimersi in merito alla notizia, rivelatasi priva di fondamento, che il Comitato fosse stato sciolto. Il Presidente ci aveva risposto tirando in ballo alcuni Consiglieri, ai quali abbiamo garantito diritto di replica, al fine di offrire ai nostri lettori una informazione completa e trasparente. Di seguito pubblichiamo integralmente la loro replica
Replica al comunicato stampa – Com.It.Es Arona
In riferimento all’articolo a firma di Maurizio Mior sulle vicissitudini del Com.It.Es. di Arona, dispiace leggere tali incaute affermazioni dopo che il medesimo ha condotto il Comitato a questo epilogo, non riuscendo a comprendere come il sofferto percorso di chiusura intrapreso è unicamente conseguenza della sua gestione a dir poco inappropriata.
La sua confusione è tale da non capire che le argomentazioni sostenute dell’amministrazione sono molto più ampie e complesse da quelle sommariamente ed erroneamente individuate dal Mior, ma ciò che è certo è che le Autorità diplomatiche e consolari sono obbligate a perseguire l’interesse pubblico in maniera imparziale rispetto ai soggetti coinvolti.
Senza entrare troppo nel merito di questioni che farebbero emergere un’immagine ancor più sconfortante, a mero titolo esemplificativo, si rimarca come il presidente:
- dimentica di dire di essere stato più volte verbalmente e formalmente richiamato dalle Autorità diplomatiche e consolari per aver spesso condotto con criteri di ”illegittimità ed antidemocraticità”;
- omette di dire di aver utilizzato espressioni non confacenti al ruolo, attaccando i funzionari consolari con toni minacciosi, senza voler tener conto dell’inqualificabile lettera che lo stesso ha inoltrato di recente all’Ambasciatore, dove incluso gli dava ordini!
- non dice che non ha realizzato nessun progetto di quelli presentati, non avendo ricevuto il parere positivo dall’Ufficio consolare;
- pretendeva di avere contatti esclusivamente con i capigruppo delle liste (figura dalla legge inesistente) in un Organo democratico composto da dodici Consiglieri;
- ad ogni riunione richiedeva ”pieni poteri´”, che si tramutavano in errori operativi, a cui routinariamente occorreva porre riparo per evitare danni importanti all’immagine istituzionale;
- ha impiegato ben otto mesi per l’approvazione del regolamento interno, nonostante che la Lista Civica Tricolore ne avesse offerto un esemplare sin dal momento della costituzione del Comitato, ma che lo stesso ha rigettato integralmente;
- ha affermato di voler rappresentare e tutelare i connazionali residenti sul territorio mentre invece nei social-media, alludendo a informazioni fornite dall’Ambasciata, evidenziava un’immagine fortemente negativa (e falsa) della collettività italiana, gettando loro discredito;
- in totale spregio dei moniti del funzionario consolare approvava delibere (nulle in diritto) durante l’ultima riunione assembleare in assenza di quorum legale;
- si è sottratto, unitamente ai suoi cinque Consiglieri, per ben tre volte alla trattazione della mozione di censura, relativa alla sua presidenza;
- pretendeva di considerare decaduti Consiglieri a lui scomodi, seguendo una modalità talmente illegittima che il Ministero è dovuto intervenire fornendo il supporto interpretativo, naturalmente disatteso dal Mior. Per tale ragione, il fatto di aver presentato un ricorso tardivo al TAR risulta del tutto incomprensibile, auspicando vivamente che si assuma il costo economico personalmente.
È comunque pacifico che, negli ordinamenti democratici, fino a quando le pretese non sono accolte dagli Organi preposti neanche un presidente avrebbe potuto e dovuto precludere, come accaduto, i diritti dei Consiglieri, considerato che a nessuno è consentito di farsi giustizia da solo.
Rispetto a quanto fin quì detto, evidenziamo che la cosa più rilevante è che il Mior nell’arco di due anni non ha raggiunto nessuno degli obiettivi minimi preposti per l’attività del Com.It.Es. essendo lui il presidente e responsabile assieme alla sua maggioranza.
Quanto sopra menzionato rappresenta una buona parte delle ragioni per le quali è stata sollecitata la chiusura del Comitato.
Questo è quanto accaduto, potendo peraltro fornire prove documentate e documentabili, pur comprendendo la tardiva disperazione ed il condivisibile turbamento che oggi travolge le emozioni del Mior che avrebbe potuto colmare con delle scuse ufficiali, si ritiene sommessamente che quando un comportamento è autolesionista il responsabile va ricercato solo su coloro che hanno compiuto tali atti.
I Consiglieri: Colella, Crimeni, Gianoli, Masone, Stabile e Valente.

