Il fenomeno dell’occupazione abusiva continua a generare tensioni in diversi Paesi europei. La Spagna resta uno dei più colpiti, ma anche in Francia i numeri sono in crescita: nel 2025 sono state registrate oltre 50.000 denunce per occupazione illegale, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente, secondo i dati del Ministero dell’Interno francese.
Un recente caso è finito in tribunale non per una denuncia presentata dal proprietario, bensì contro di lui, a seguito dell’occupazione, avvenuta tre anni fa, di un locale commerciale non adibito ad abitazione e privo di contratto di affitto.
Gli occupanti hanno affermato di aver raggiunto un accordo verbale con il proprietario, pagando in contanti un canone mensile di 830 euro. Tuttavia, dopo anni di occupazione, hanno citato in giudizio il proprietario accusandolo di mantenerli in condizioni insalubri, come riportato da Le Figaro Immobilier.
Il ricorso all’agenzia sanitaria
Gli occupanti hanno chiesto un sopralluogo all’Agenzia Regionale per la Salute (ARS) dell’Île-de-France, che ha effettivamente rilevato gravi carenze igienico-sanitarie, come umidità e mancanza di ventilazione. Sulla base di questo rapporto, la prefettura ha emesso un decreto di insalubrità, che gli occupanti hanno usato per chiedere il ricollocamento immediato, accusando il proprietario:
“È lui il responsabile della nostra situazione e delle condizioni dell’immobile”.
La replica del proprietario
Romain Rossi-Landi, avvocato del proprietario, ha respinto le accuse e ribattuto che sono stati gli occupanti stessi a danneggiare l’immobile:
“Era in perfetto stato prima che vi entrassero. Hanno rotto impianti e causato danni significativi”.
La battaglia legale
Il decreto di insalubrità ha complicato la posizione del proprietario, poiché — come ha spiegato il legale —
“È l’unico caso in cui un inquilino può smettere di pagare l’affitto senza l’autorizzazione di un giudice”.
Rossi-Landi ha denunciato il fatto che il suo cliente si sia trovato a combattere su due fronti: da un lato con gli occupanti abusivi, dall’altro con la stessa autorità pubblica che ha ordinato il ricollocamento.
Alla fine, la Corte d’Appello di Parigi ha dato ragione al proprietario, ordinando l’immediata espulsione degli occupanti illegali.
Lo Stato tra diritto alla salute e diritto alla proprietà
Il Ministero della Salute francese è intervenuto nel procedimento con una lettera rivolta al presidente del Tribunale Amministrativo d’Appello, in cui ha sottolineato la necessità di agire in caso di rischi sanitari, indipendentemente dalla legalità dell’occupazione:
“I pericoli rilevati impongono di intervenire per sanare le condizioni insalubri, anche senza tener conto del titolo legale degli occupanti”.
Tuttavia, lo stesso ministero ha precisato che non esiste alcun obbligo di ricollocare persone prive di titolo abitativo, definendole “falsi inquilini”.
Fine della vicenda
Dopo la sentenza, il proprietario ha potuto rientrare in possesso dell’immobile, ma lo ha trovato in condizioni disastrose, con danni stimati in diverse migliaia di euro.
Un portavoce dell’Unione dei Proprietari dell’Île-de-France ha commentato:
“Questo caso dimostra come la legge possa rivoltarsi contro chi la rispetta. È inaccettabile che chi la infrange finisca per passare da vittima”.
In attesa della decisione definitiva sull’annullamento del decreto di insalubrità, l’avvocato ha chiarito che il suo cliente non ha mai avuto intenzione di trasformare il locale in abitazione:
“Si tratta di uno spazio commerciale: se il decreto non verrà annullato, per lui non sarà un grosso problema”.

