OBBLIGO DI CHIUSURA DELLE GALLINE IN CANARIA PER RISCHIO AVIARIA
Da lunedì 10 novembre tutte le galline delle Isole Canarie dovranno restare chiuse nei capannoni. Il Governo spagnolo ha imposto il confinamento del pollame in tutto il territorio nazionale per contenere la diffusione dell’influenza aviaria, dopo che oltre tre milioni di uccelli sono già stati abbattuti nel Paese.
Il Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación ha alzato il livello di allerta e vietato l’allevamento all’aperto, il contatto tra anatre, oche e altre specie da cortile, e l’uso di acqua proveniente da fonti accessibili a uccelli selvatici.
Alle Canarie la misura non coglie di sorpresa. Già da mesi la Direzione generale di Zootecnia, guidata da Andrés Díaz Matoso, aveva invitato gli allevatori a confinare le galline per precauzione. Ora l’ordine diventa obbligatorio.
A Fuerteventura, nel comune di Pájara, era già stata istituita una zona di vigilanza intorno al Saladar de Jandía, punto di sosta per migliaia di uccelli migratori. Le autorità locali ribadiscono che la situazione è sotto controllo e che il consumo di uova resta sicuro, ma la chiusura degli animali è ritenuta necessaria per evitare l’ingresso del virus.
Gli allevatori dovranno mantenere le galline al chiuso, impedire l’accesso a volatili selvatici e vigilare su ogni sintomo sospetto. Chi non si adegua rischia sanzioni.
Il Governo canario parla di “misura di prudenza”, ma il settore teme ripercussioni economiche: costi maggiori, calo di produzione e adeguamenti strutturali.
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