Le Canarie “non resistono più” e valutano di alloggiare i minori migranti in scuole dismesse. Il Governo sollecita lo Stato ad attivare “tutte le risorse necessarie” per affrontare l’aumento degli arrivi di migranti previsto dalle ONG per i mesi estivi.
Il Governo delle Canarie ha avvertito ieri che l’Arcipelago, secondo la sua valutazione, “non resiste più” alla pressione esercitata sui suoi servizi di accoglienza a causa dell’arrivo continuo di cayucos, pateras e gommoni sulle isole: 19.000 migranti dall’inizio dell’anno e 1.790 irregolari negli ultimi quattro giorni di giugno, di cui 200 sono minori. Attualmente, la Comunità Autonoma delle Canarie si occupa di 5.661 minori non accompagnati e sta considerando di adattare scuole dismesse per ospitare bambini e adolescenti.
Il portavoce Alfonso Cabello ha chiesto ieri allo Stato di attivare “tutte le risorse necessarie” per affrontare l’aumento degli arrivi di migranti previsto per i mesi estivi dalle ONG e dagli organismi che operano in questo ambito, poiché “la rotta canaria, considerata la più pericolosa al mondo, è aperta”.
Le Canarie “hanno già mobilitato tutte le risorse disponibili” e “non hanno più capacità”, perciò chiedono allo Stato di “fare lo stesso”, ha sottolineato Cabello. Il portavoce ritiene che il delegato del Governo nelle isole, Anselmo Pestano, “vive in una realtà parallela” per aver affermato che ci sono dispositivi sufficienti. Secondo Cabello, gli sforzi per fermare questi arrivi “non stanno servendo assolutamente a nulla o, perlomeno, non si stanno notando”.
La “pressione è molto alta”: sono arrivati 19.000 migranti sulle isole dall’inizio dell’anno e negli ultimi quattro giorni sono sbarcati 1.790 migranti, e si è verificata nuovamente una tragedia con la scomparsa di migranti in mare, che si pensa siano stati almeno una ventina su un solo patera questo fine settimana.
Per i migranti adulti, le Canarie chiedono allo Stato di attivare “da subito e immediatamente” tutti i mezzi per rispondere alla situazione di giugno. “Se non vogliamo rivivere” la situazione denominata “il molo della vergogna” di Arguineguín nell’estate del 2020, è necessario “mobilitare e mettere a disposizione” della catena di accoglienza ai migranti nelle Canarie tutte le risorse possibili da parte dello Stato.
Per quanto riguarda i minori, solo nei primi nove giorni di giugno sono arrivati 200 minori non accompagnati e la Comunità ne assiste 5.671 nei 80 centri abilitati. “Le Canarie dovranno ricorrere a misure del tutto eccezionali” per continuare ad accogliere i minori, poiché “la capacità è stata completamente superata”.
Cabello ha affermato che “si sta studiando l’adattamento di vecchie infrastrutture educative, disaffettarle e convertirle temporaneamente in centri dove poter accogliere questi minori”. Questa misura “non è la più adeguata”, ma è l’unica opzione disponibile dopo aver “richiesto senza successo” al Ministero della Difesa di concedere tre strutture che sarebbero di “grande aiuto perché sono in buone condizioni”.
Le Canarie richiederanno nella Conferenza Settoriale dell’Infanzia la distribuzione di 300 nuovi minori ad altre comunità, ma con la convinzione che sarà un “fallimento”, come già accaduto quando ne furono concordati 349 e solo 16 sono stati trasferiti.

