Foto in alto: Pedro e María del Carmen hanno creato delle magliette per dare visibilità all'”ingiustizia” che ritengono sia stata commessa nei confronti del loro figlio. Foto Diario de Avisos
María del Carmen e Pedro denunciano che due agenti di polizia hanno prelevato il loro figlio, diagnosticato con disturbo dello spettro autistico (TEA) e disturbo della condotta aggressiva, da una classe durante una crisi, a seguito di una chiamata al 112 da parte della direzione della scuola CEIP Ángel Guimerá.
Pedro Antonio Hernández González e María del Carmen Oliva Jaraiz vivono nel quartiere Buen Paso, a Icod de los Vinos, ma i loro gemelli di 8 anni, Antonio e Guillermo, entrambi con diagnosi di TEA, frequentano la scuola CEIP Ángel Guimerá a San Juan de la Rambla.
Un percorso scolastico complicato
I genitori avevano scelto questa scuola per le sue dimensioni ridotte e l’ambiente familiare, ritenendola ideale per i bambini. Antonio, oltre al TEA, è affetto da un grave disturbo della condotta ed è riconosciuto con una disabilità del 40%. Nonostante sette anni senza problemi, quest’anno scolastico, senza la presenza di un assistente educativo richiesto dalla madre, sono iniziati i problemi, culminati in episodi di sospensione e crisi comportamentali frequenti.
L’intervento della polizia e le accuse
Antonio è stato sospeso dal 14 al 20 novembre, con motivazioni che non considerano la sua diagnosi. La madre racconta che il figlio è stato isolato e punito con modalità che non solo non hanno risolto il problema, ma hanno peggiorato la situazione. Durante un episodio recente, la scuola ha attivato il protocollo di emergenza, coinvolgendo due agenti di polizia che hanno portato via il bambino dall’aula davanti ai compagni, compreso suo fratello.
Supporto dall’associazione Visión Azul
Irene Zalba, presidente dell’associazione Visión Azul Autismo, ha sottolineato come la famiglia sia stata lasciata sola a gestire il caso. L’associazione sta ora lavorando per supportarli e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Zalba ritiene che la scuola avrebbe dovuto richiedere l’intervento di personale medico o specialisti, piuttosto che polizia, e che l’obiettivo implicito sia allontanare il bambino dal centro.
Conseguenze emotive
Guillermo, il fratello gemello, teme che possa succedere anche a lui, mentre Antonio, secondo la madre, è stato profondamente segnato dalla situazione. La famiglia, pur consapevole delle difficoltà nella gestione del bambino, chiede un approccio che tenga conto delle sue specificità.
La scuola ha dichiarato di non voler commentare il caso a causa di un procedimento legale in corso. Tuttavia, l’ispettorato scolastico sostiene che l’intervento è stato proporzionato e che tutte le misure adottate finora non sono riuscite a normalizzare la situazione.
La vicenda mette in luce la necessità di migliorare la gestione dei bambini con esigenze educative speciali e di aggiornare le normative, come riconosciuto dallo stesso Consigliere per l’Educazione della Regione Canaria.

