L’AEMET presenta le conclusioni del “Rapporto sullo Stato del Clima in Spagna nel 2024”, che conferma un aumento significativo, anche alle Canarie, dei principali fattori responsabili del cambiamento climatico.
Di Juan Jesús Gutiérrez / Agenzie
L’Osservatorio Atmosferico di Izaña (IZO), gestito dall’Agenzia Statale di Meteorologia (AEMET), ha confermato che il tasso di crescita dei principali gas serra – in particolare anidride carbonica (CO₂) e metano (CH₄) – continua ad accelerare. La concentrazione atmosferica di CO₂ ha raggiunto un nuovo record storico nel 2024 e, secondo quanto anticipato dal centro di ricerca di Tenerife, a fine maggio sarà pubblicato un nuovo rapporto di monitoraggio che stabilirà un ulteriore record. Il trend di crescita annuale lineare è confermato: circa 2 parti per milione (ppm) all’anno.
Nel dettaglio, nel 2024 la concentrazione media annuale di CO₂ ha raggiunto le 424,3 ppm, con un incremento di 3,4 ppm rispetto al 2023. Dal 1984 – anno in cui sono iniziate le misurazioni – l’aumento è costante, come ha spiegato Rubén del Campo, portavoce dell’AEMET, durante la presentazione del rapporto.
Secondo i dati pubblicati a giugno 2024 dall’Osservatorio di Izaña, la concentrazione media mensile di CO₂ nel mese di maggio ha toccato le 427,45 ppm, segnando un aumento di 3,59 ppm rispetto al precedente massimo di 423,86 ppm, registrato a maggio 2023.
Come da andamento stagionale noto, la concentrazione di CO₂ raggiunge il picco in primavera, per poi diminuire in estate grazie all’aumento dell’attività fotosintetica della vegetazione, che assorbe più anidride carbonica. In autunno, con la perdita della copertura vegetale, il processo si inverte e si verifica un rilascio progressivo di CO₂ nell’atmosfera.
L’aumento del metano
Per quanto riguarda il metano (CH₄), nel periodo 2020-2024 l’incremento annuo è stato di 12,53 ppm, superiore rispetto al decennio 2014-2024, quando era di 10,50 ppm l’anno. Sebbene la concentrazione di CH₄ sia molto più bassa rispetto a quella del CO₂, il suo potenziale di riscaldamento globale è circa 28 volte superiore, rendendolo molto più efficace nel trattenere il calore atmosferico.
Anche per il CH₄, le rilevazioni di Izaña confermano una crescita costante. Si stanno studiando le cause, sia naturali – come lo scongelamento del permafrost terrestre, che contiene grandi quantità di metano – sia antropiche, legate all’espansione dell’agricoltura e della zootecnia e all’aumento della produzione di petrolio e gas.
Un riferimento mondiale
Anche l’Osservatorio di Mauna Loa (MLO), alle Hawaii – punto di riferimento globale con una serie storica di dati iniziata nel 1958 – ha registrato a maggio 2024 una concentrazione media mensile di 426,90 ppm di CO₂, con un aumento di 2,9 ppm rispetto all’anno precedente. Per il metano, tra il 2020 e il 2024, l’aumento è stato di 14,07 ppm l’anno, contro gli 11,15 ppm annui del periodo 2014-2024.
Izaña e Mauna Loa, distanti oltre 13.000 km, fanno parte del Programma Mondiale di Sorveglianza dell’Atmosfera dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM-GAW). Le loro misurazioni risultano comparabili perché entrambe si trovano in zone montuose isolate, a latitudini simili e lontane da fonti dirette di inquinamento umano. Questo le rende ideali per registrare con precisione i cambiamenti a lungo termine nella composizione atmosferica globale.

