L’inizio dell’inverno in Spagna è stato ritardato di più di una settimana dal 1960, mentre la sua conclusione è stata anticipata addirittura fino a tre settimane. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da eltiempo.es sulla durata di questa stagione, che inizia nell’emisfero settentrionale il 22 dicembre alle 4:27, ora ufficiale della penisola. Nel caso specifico delle Canarie, la riduzione è significativa nelle zone basse, come Tenerife o Gran Canaria, mentre a Izaña è minore, con una diminuzione di 6 giorni.
L’analisi condotta da questo supporto digitale di informazioni meteorologiche conferma la tendenza generalizzata alla riduzione dell’inverno. Ad esempio, le gelate si sono ridotte in vaste zone del paese e, in linea con questo, l’inverno mostra anche una tendenza decrescente, con il suo periodo che si riduce e copre sempre meno settimane.
In particolare, dalla decade del 1961-1970 alla decade più recente (2011-2020), ci sono zone come Lleida o San Javier (Murcia) dove l’inverno si è ridotto di 30 giorni o più. Nel caso di Lleida, ad esempio, la durata è passata da 149 giorni a 118 giorni. L’inizio si è ritardato di oltre una settimana, mentre la conclusione si è anticipata di circa tre settimane.
Altre molte regioni mostrano notevoli regressi, compresi tra i 20 e i 30 giorni. Ad esempio, Cuenca ha visto il suo inverno ridotto di 28 giorni: l’inizio è passato dal 2 novembre al 18, mentre la conclusione è passata dall’8 aprile al 29 marzo. In generale, si osserva come nell’entroterra e nell’est del paese l’inverno si sia ridotto maggiormente. Al contrario, in zone del sud e in alcuni punti della meseta settentrionale, la riduzione è leggermente inferiore.
L’analisi si estende ancora più indietro nel passato per aggiungere che, nelle decadi del secolo scorso, era normale che l’inverno iniziasse alla fine di ottobre o all’inizio di novembre. Nelle ultime due decadi, tuttavia, l’inizio si è ritardato di solito nella seconda metà di novembre. Lo stesso vale per la fine dell’inverno, poiché se in passato terminava circa a metà aprile, oggi finisce alla fine di marzo.
L’uso dei percentili nell’analisi climatica è uno strumento utile per comprendere la distribuzione dei dati e stabilire soglie significative. In questo caso, si utilizza il percentile 25 di tutte le temperature medie per il periodo 1991-2020 come valore soglia per considerare l’inverno. È importante sottolineare che i percentili sono valori che dividono una distribuzione di dati in determinati percentili, e il percentile 25 indica il valore al di sotto del quale si trova il 25% dei dati.
Questo approccio consente di identificare schemi e tendenze nelle temperature invernali nel corso del tempo. Stabilendo il percentile 25 come soglia, si tiene conto del 25% più basso delle temperature medie, il che può essere indicativo di condizioni più fredde e, quindi, associato alla stagione invernale. Questa analisi viene effettuata in modo indipendente per ciascuna stagione dell’anno, consentendo di valutare le variazioni stagionali in modo più specifico.
Una volta conosciuto il valore del percentile 25 (P25), si calcola la media delle temperature medie per ogni periodo di 5 giorni, considerando +/-2 giorni rispetto a quello centrale. Quindi, la prima data in cui questa media è inferiore al P25 sarebbe l’inizio dell’inverno. Per la fine, si determina che è l’ultimo giorno in cui la media è inferiore al P25.

