Un rapporto di Ecologistas en Acción segnala che le Isole Canarie e Madrid soffrono la peggior qualità dell’aria in Spagna. La contaminazione è aggravata dalla calima e dall’aumento dei gas serra, come rilevato dall’AEMET presso l’osservatorio di Izaña.
Contaminazione e calima
Secondo Ecologistas en Acción, la qualità dell’aria nelle Canarie e a Madrid è peggiorata notevolmente. Gran parte della popolazione respira aria che non rispetta gli standard dell’OMS. Nelle Canarie, la situazione è peggiorata a causa della calima, con alte concentrazioni di particelle PM10 e PM2.5.
Nel 2023, la concentrazione media di PM10 nelle Canarie è aumentata del 26% rispetto al periodo 2012-2019, principalmente per la frequenza dei fenomeni di polvere africana, soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno. Le stazioni di El Médano e Las Galletas nel sud di Tenerife hanno registrato i peggiori valori.
Il traffico ha contribuito all’elevata presenza di diossido di azoto (NO2) in stazioni come Casa Cuna e la piscina municipale di Santa Cruz de Tenerife, superando gli standard consigliati per molti giorni. La raffineria chiusa a Santa Cruz ha portato a una riduzione dell’ossido di zolfo nell’aria.
Record di CO2 a Izaña
L’AEMET ha rilevato un aumento dei gas serra, con un record di concentrazione di CO2 a Izaña, raggiungendo 427,45 ppm a maggio 2023, un aumento rispetto ai 423,86 ppm dell’anno precedente. Parallelamente, l’osservatorio di Mauna Loa (Hawaii) ha registrato 426,90 ppm, indicando una tendenza globale preoccupante.
Questi dati evidenziano la necessità di azioni urgenti per migliorare la qualità dell’aria e affrontare i cambiamenti climatici, con particolare attenzione alle aree geograficamente vulnerabili come le Canarie.

