Il presidente del Tribunale Superiore di Giustizia delle Canarie (TSJC), Juan Luis Lorenzo Bragado, ha chiesto, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, “rispetto e serenità” affinché i giudici “possano svolgere il loro lavoro”.
Il magistrato ha ricordato che il Potere Giudiziario “domanda solo rispetto e serenità per portare a termine il suo fondamentale lavoro. Non è molto da chiedere. Ma finché gli attacchi non cesseranno, dobbiamo ripeterlo”. Lorenzo Bragado ha fatto queste dichiarazioni nel suo discorso tenuto a Las Palmas de Gran Canaria per l’apertura dell’Anno Giudiziario nell’Arcipelago.
Egli si è rallegrato del fatto che “nelle Canarie, fortunatamente, non si percepisce quel clima di tensione e scontro che si sta diffondendo nella politica nazionale”. Ha però precisato che questa “cultura dell’intesa [nelle Isole] non implica alcuna rinuncia” quando si tratta di “esercitare, con fermezza e determinazione, quelle che consideriamo giuste rivendicazioni nei confronti dell’Amministrazione, così come non impedisce di mostrare il nostro disaccordo rispetto a determinate iniziative legislative che ci riguardano, come, ad esempio, quella che intende regolamentare l’accesso alla carriera giudiziaria ignorando i principi di merito e capacità”.
La giustizia canaria in “situazione critica” per carico di lavoro e carenze
In un discorso all’insegna del buonsenso, Lorenzo Bragado ha sottolineato che quanto detto “non esclude neppure la critica motivata delle risoluzioni giudiziarie, la cui espressione più alta si incarna nei ricorsi previsti dal nostro ordinamento, che, come sappiamo, è estremamente garantista. Né esclude, se del caso, l’esigenza di responsabilità disciplinari o, persino, penali dei giudici”.
Il presidente del TSJC ha insistito nel denunciare i gravi problemi che affliggono la Giustizia nelle Canarie, la comunità autonoma con la più alta litigiosità di tutta la Spagna da anni “con 212 controversie ogni 1.000 abitanti, una cifra di gran lunga superiore alla media nazionale e riflesso della complessità sociale, economica e territoriale del nostro contesto”.
Lorenzo ha ricordato che questo carico di lavoro satura i tribunali isolani, il che si traduce in percentuali schiaccianti: “139 superano la soglia del 130% del modulo di ingresso, specialmente negli ordini civile, sociale e, in modo critico, nella giurisdizione contenzioso-amministrativa”, come riportato nella Relazione dell’anno scorso.
Le statistiche ufficiali, tuttavia, convalidano il riconoscimento del presidente del TSJC verso i suoi colleghi: “La capacità di risposta della magistratura canaria – e, di conseguenza, di tutto il personale al servizio dell’Amministrazione della Giustizia – è stata esemplare: sono stati risolti 440.489 casi, il 15,8% in più rispetto all’anno precedente, ed è stato mantenuto un alto livello di efficacia, come dimostra il fatto che abbiamo raggiunto la media più alta di sentenze del Paese: 386 per giudice/anno, con una percentuale di conferma da parte della Corte Suprema del 92%, la quarta più alta in Spagna”.
Richieste di riforma e nuove sedi
Di fronte al “nuovo quadro normativo”, Lorenzo ha aggiornato le sue richieste, che si riassumono in: “più posti per i giudici (…), con la creazione di 12 nuovi posti a Las Palmas e altrettanti a Santa Cruz de Tenerife“, così come maggiori misure di supporto e la necessità che “si completi la riorganizzazione per l’istituzione di tribunali per la violenza di genere nella zona nord di Tenerife”. Ha richiesto inoltre “l’effettiva unificazione dei distretti giudiziari di La Orotava e Puerto de la Cruz” e che “venga affrontata (…) la proposta di unificazione dei distretti di Arona e Granadilla de Abona”.

