La crisi migratoria che le Canarie affrontano da due anni – da quando nell’agosto 2023 è stata dichiarata l’emergenza migratoria – comporta una forte richiesta aggiuntiva di risorse economiche per la regione. Il Governo autonomo si fa carico dell’assistenza ai minori migranti non accompagnati che raggiungono le coste dell’Arcipelago a bordo di cayucos e pateras. Il costo è di circa 90 euro al giorno per ragazzo, pari a circa 190 milioni di euro l’anno.
Sebbene la cifra possa sembrare elevata, in termini percentuali la spesa per la migrazione rappresenta circa l’1,63% del bilancio totale della Comunità Autonoma per il 2025.
Questi fondi servono alle associazioni sociali per coprire spese di mantenimento, istruzione, sanità e giustizia, garantendo così i diritti e le necessità dei più di 5.000 minori che attualmente sono sotto tutela esclusiva della Comunità Autonoma. Tale numero è destinato a ridursi con i trasferimenti dei ragazzi verso la penisola, dopo l’approvazione del decreto reale che definisce sia la capacità ordinaria di accoglienza di ogni regione sia la gestione delle situazioni di emergenza migratoria quando l’occupazione triplica tale capacità.
50 milioni dallo Stato
Dei 190 milioni di euro necessari per l’assistenza ai minori, lo Stato ne finanzia 50, riducendo così il carico economico diretto per le Canarie a 140 milioni. Nonostante ciò, la cifra ha costretto l’Esecutivo regionale a potenziare sia le risorse finanziarie sia quelle umane, insistendo più volte sulla necessità di una “distribuzione solidale” dei minori tra le diverse comunità autonome spagnole.
Secondo l’isola, un finanziamento adeguato è essenziale non solo per le Canarie, ma per tutte le regioni che saranno chiamate ad accogliere minori provenienti da territori di frontiera come le Canarie o Ceuta. A livello nazionale, è stato previsto un fondo di 100 milioni di euro da distribuire alle comunità autonome per contribuire all’assistenza, una cifra ritenuta però insufficiente rispetto ai 190 milioni spesi solo dalle Canarie.
Problemi nei centri di accoglienza
Nonostante le risorse stanziate, la regione continua a registrare difficoltà dovute alla mancanza di mezzi: denunce di presunti maltrattamenti, sovraffollamento o carenze nei servizi offerti da alcuni centri di accoglienza. Alcune strutture, gestite da ONG, sono finite sotto inchiesta e due centri sono già stati chiusi per presunti episodi di maltrattamenti.
Arrivi in calo, ma pressione costante
Le Canarie restano la principale porta d’ingresso per i migranti in arrivo via mare. Tuttavia, nel 2025 gli sbarchi sono diminuiti del 46,7%, con 11.883 migranti giunti fino ad ora, rispetto ai 22.304 dello stesso periodo del 2024.
Per quanto riguarda i minori non accompagnati, nel 2024, secondo la Croce Rossa, uno su sette migranti soccorsi nella rotta canaria – considerata la più pericolosa del mondo – era minorenne. La media di arrivi è stata di 19 minori al giorno, aggravando i problemi di saturazione della rete di accoglienza. Nel 2025, fino ad ora, sulle coste dell’Arcipelago sono arrivati 1.320 minori.

