La Comunità Autonoma delle Canarie si colloca al secondo posto in Spagna per il consumo di cannabis, con una prevalenza del 16,1% tra la popolazione, secondo quanto emerge dall’indagine Edades 2024, pubblicata dalla Delegazione del Governo per il Piano Nazionale sulle Droghe. La regione è superata solo dall’Estremadura, che registra il maggior numero di consumatori abituali di cannabis.
Il rapporto conferma che alcool, tabacco e cannabis restano le tre principali sostanze psicoattive consumate dagli spagnoli. Tuttavia, mentre il consumo di alcool mantiene una prevalenza stabile e quello di tabacco è sceso ai minimi storici degli ultimi 30 anni, l’uso di cannabis è l’unico in aumento.
Differenze regionali e per genere
Le differenze tra i sessi sono significative: gli uomini consumano più frequentemente la maggior parte delle sostanze analizzate, con l’eccezione degli ipnotici e sedativi. Anche le disparità regionali sono rilevanti. Ad esempio, mentre il primo consumo di alcool avviene mediamente a 16,4 anni in Spagna, nella Comunità Valenciana si anticipa a 15,7 anni, seguita da Navarra, Asturias e Cantabria.
Per quanto riguarda il consumo di alcool, oltre il 76% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha bevuto nell’ultimo anno, con il 10,5% che dichiara un uso quotidiano. Le regioni del nord come le Asturie si distinguono anche per i tassi elevati di ubriachezza, mentre in comunità come Melilla e Ceuta l’influenza culturale musulmana riduce drasticamente i consumi.
Un consumo in crescita
Il rapporto evidenzia che la cannabis è l’unica sostanza psicoattiva a mostrare un incremento nel consumo. Questa tendenza riflette non solo cambiamenti culturali, ma anche possibili lacune nella regolamentazione e nella prevenzione. Le Canarie, con il loro 16,1%, confermano una crescente diffusione della sostanza, segno di una realtà complessa che richiede interventi mirati per ridurre i rischi e promuovere consapevolezza.

