Il governo regionale delle Canarie ha formalizzato nel Bollettino Ufficiale della Comunità il suo confronto con il governo centrale, passando da un accordo con il PSOE a uno con il PP, intitolato “Piano contro il disordine migratorio”.
Alla crisi umanitaria che le Canarie affrontano a causa della migrazione si aggiunge ora una crisi istituzionale dalle conseguenze imprevedibili, dopo che il governo regionale ha dichiarato che non accoglierà più minori non accompagnati, a meno che il governo centrale non confermi che sono stati correttamente identificati come tali.
Poiché il protocollo per garantire i diritti umani è estremamente complesso e l’Amministrazione Generale dello Stato potrebbe non essere in grado di rispettarlo in tempi ragionevoli, considerando il continuo arrivo di minori attraverso la cosiddetta rotta atlantica, questa presa di posizione delle Canarie minaccia di far collassare le già fragili risorse per l’accoglienza dei minori sull’isola, aggravata dall’evidente mancanza di solidarietà della maggior parte delle altre comunità autonome nei confronti dell’arcipelago.
Tuttavia, si spera ancora che prevalga il buon senso e che il decreto non venga applicato rigorosamente, anche se sembra che gli interessi politici stiano prevalendo sul rispetto dei diritti umani.
Secondo il decreto, il governo delle Canarie interpreta ora la normativa vigente affermando che l’accoglienza di questi minori migranti non è più di competenza delle autonomie, ma del governo centrale. Nonostante il governo delle Canarie abbia gestito questa responsabilità per decenni con governi di diverso orientamento politico, ora si rifiuta di accoglierli nei propri centri se non correttamente identificati e con una destinazione individualizzata.
La rotta atlantica è cresciuta così tanto che la rete di accoglienza dei minori delle Canarie è stata sopraffatta per mesi a causa dell’arrivo continuo di barche e gommoni, e il PP ha respinto lo scorso 23 luglio una proposta di riforma della legge sull’immigrazione per affrontare la mancanza di solidarietà delle altre autonomie verso l’arcipelago.
Il presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, ha dichiarato che il decreto mira a prendere misure legali per proteggere i diritti dei minori e prevenire rischi legali per i lavoratori dei centri di accoglienza (sia pubblici che delle ONG). Secondo il decreto, un minore salvato in mare e consegnato alla polizia al porto o intercettato dalle forze di sicurezza sulla costa “non è abbandonato né privo di assistenza, ma sotto la custodia dello Stato”, il che rende non direttamente responsabile la Comunità Autonoma per la sua accoglienza.
Il protocollo si articola nei seguenti punti, come riportato dall’agenzia Efe:
- Le Canarie ritengono che i minori arrivati sulla costa con barche o gommoni “non siano abbandonati, perché ricevono assistenza immediata dallo Stato, che assume le responsabilità internazionali di salvataggio in mare e le competenze costituzionali di controllo delle frontiere e dei flussi migratori fino alla loro assegnazione o collocazione, a seconda della situazione giuridica”.
- Prima di assegnare un minore alla comunità, quest’ultima deve essere consultata, “con l’intervento del Ministero Pubblico a tutela dei diritti del minore”.
- Per essere accolto nella rete delle Canarie, il minore deve essere identificato, iscritto nel Registro dei Minori Stranieri Non Accompagnati, e deve essere emessa una “risoluzione individualizzata dall’organo competente dello Stato, previa audizione del minore, alla presenza di un interprete della sua lingua madre o di una lingua che comprenda, e con la conoscenza del pubblico ministero”.
- La comunità accoglierà il minore solo dopo aver verificato che ci siano posti disponibili.
- Il minore dovrà essere accompagnato da “documentazione individualizzata che garantisca la sua corretta identità e le sue circostanze personali, tra cui le condizioni in cui è stato trovato e tutte le informazioni rilevanti per i suoi diritti”.
- Prima di essere consegnato alle Canarie, lo Stato dovrà intervistare il minore per determinare se sia un potenziale richiedente asilo o protezione internazionale (materie non di competenza della comunità) o se abbia familiari in Spagna o in un altro paese dell’Unione Europea “che possano accoglierlo”.
- In caso di dubbi sull’età del minore, si richiederà una risoluzione cautelare o urgente del Ministero Pubblico per stabilire se debba essere collocato in un centro per minori o se debba ricevere assistenza in un centro per adulti.
- Tutta la documentazione fornita insieme al minore per rispettare questo protocollo sarà verificata dalla Polizia Canaria o da un funzionario pubblico regionale.

