Le Canarie ospitano già 500 minori riconosciuti come richiedenti asilo, che per legge dovrebbero essere sotto la tutela diretta dello Stato.
La consigliera per il Benessere Sociale, l’Uguaglianza, la Gioventù, l’Infanzia e le Famiglie del Governo delle Canarie, Candelaria Delgado, ha richiesto al Ministero della Gioventù e dell’Infanzia del Governo spagnolo di assumere la tutela diretta dei giovani migranti non accompagnati richiedenti asilo. La richiesta è stata presentata durante la riunione della Conferenza Settoriale sull’Infanzia.
Richiesta urgente di intervento statale
Delgado ha sottolineato la necessità che il Ministero dell’Inclusione, attraverso i dispositivi di protezione internazionale, si faccia carico della tutela di questi minori. “Grazie alla collaborazione tra la nostra consiglieria e la procura, sappiamo che le Canarie contano già 500 minori con lo status di richiedenti asilo che, secondo la legge, dovrebbero essere sotto la tutela dello Stato”, ha dichiarato Delgado.
Nonostante un sollecito inviato lo scorso ottobre, il Governo centrale non ha ancora risposto. La consigliera ha affermato che, in assenza di azioni concrete, l’unica soluzione rimasta al Governo delle Canarie è presentare un ricorso legale per garantire il rispetto dei diritti di questi giovani.
Richiesta di fondi europei e solidarietà comunitaria
Durante l’incontro, Delgado ha chiesto alla ministra Sira Rego di guidare la richiesta di finanziamenti europei destinati all’accoglienza primaria dei minori migranti, come promesso dall’ex vicepresidente della Commissione Europea, Margaritis Schinas.
Secondo Delgado, “è lo Stato che deve gestire questi fondi, poiché la comunità autonoma non ha competenze in materia”. Ha inoltre invitato il Governo centrale a richiedere i meccanismi di solidarietà dell’Unione Europea per la redistribuzione dei minori tra i Paesi membri, alcuni dei quali si sono già offerti per accoglierli.
Una pressione insostenibile sulle Canarie
Attualmente, oltre 5.400 minori non accompagnati sono ospitati nei 86 centri di accoglienza presenti sulle isole, un numero che supera del 300% la capacità ricettiva. Delgado ha precisato che i costi per gestire questa emergenza ammontano a circa 160 milioni di euro l’anno, includendo non solo vitto e alloggio, ma anche spese nei settori giudiziario, educativo, sanitario e di sicurezza.
A dicembre, si prevede l’arrivo dei primi 50 milioni di euro di finanziamenti, come stabilito da un decreto del Consiglio dei Ministri, ma Delgado ha dichiarato che tale somma “non è sufficiente”. Il Governo canario attende inoltre altri 50 milioni, promessi dalla ministra delle Finanze, María Jesús Montero, per affrontare l’emergenza.
La necessità di una riforma legislativa
Infine, la consigliera ha ribadito l’urgenza di modificare l’articolo 35 della Legge sull’Immigrazione, ritenendo che questa sia l’unica soluzione per ridurre la pressione che grava esclusivamente sulle Canarie, frontiera meridionale dell’Europa.
“Speriamo che lo Stato si assuma le sue responsabilità e che il peso dell’accoglienza venga distribuito in modo equo tra le comunità autonome e i Paesi europei,” ha concluso Delgado.

