Clavijo chiede un dibattito monografico all’organismo che riunisce circa 150 regioni marittime dei 27 e cita come esempi le eccezioni concesse a Malta e alle isole Aland
Dal promuovere l’insediamento dei cosiddetti nomadi digitali fino ad affrontare la formidabile sfida di ottenere che l’Unione Europea conceda all’Arcipelago un’eccezione a uno dei suoi principi fondamentali, come la libertà di residenza tra i paesi membri. È il notevole cambiamento politico annunciato dal Governo delle Canarie attraverso il suo presidente, Fernando Clavijo, che ieri ha compiuto un passo avanti nella sua dichiarata intenzione di passare dalle parole ai fatti dopo il clamore popolare manifestatosi nelle strade il mese scorso. Il suo obiettivo, in questo caso, è limitare l’accesso alla casa da parte degli stranieri, anche se provengono dai paesi dell’UE.
A tal fine, Clavijo ha annunciato ieri, a Fuerteventura, di aver chiesto alla Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime d’Europa (CRPM) di organizzare un forum monografico a Bruxelles per parlare della saturazione demografica nelle zone turistiche. La CRPM è un organismo dell’UE che riunisce circa 150 regioni marittime e costiere appartenenti a 24 dei 27 paesi membri, di cui le Canarie fanno parte.
Sebbene il presidente abbia fatto riferimento a un dibattito incentrato su questa saturazione demografica, ha poi rivelato che i servizi legali dell’Esecutivo autonomo stanno già lavorando per giustificare una possibile riforma legislativa che consenta di stabilire meccanismi per limitare l’acquisto di case da parte di capitali stranieri nelle isole, qualcosa che solo Bruxelles può concedere date le impegnative internazionali assunte dalla Spagna in seguito alla sua adesione all’UE.
Come esempi per sostenere un’eccezione di tale natura, Clavijo ha citato due casi, ma ha ricordato che i territori comunitari che dispongono di tali limitazioni le avevano già regolate prima dell’adesione all’Unione Europea. Il caso più simile alle Canarie è probabilmente quello dell’isola mediterranea di Malta (con poco più di mezzo milione di abitanti), che è entrata nell’UE nel 2005 e che, nel corso della successiva negoziazione e accordo, ha introdotto una disposizione che impedisce ai cittadini europei di acquistare più di una casa nel suo territorio a meno che non siano residenti in quel paese da più di cinque anni.
L’altro precedente sono le isole Aland (con meno di 30.000 abitanti), per le quali la Finlandia ha garantito tale controllo durante le negoziazioni per aderire al Trattato.

