LAS GALLETAS . Il direttore generale di Costas del Governo delle Canarie ha incontrato ieri la sindaca e i membri della Corporazione, ai quali ha comunicato la necessità di “lavori di emergenza”.
Martedì scorso, il lungomare di Las Galletas ha compiuto un mese da quando è crollato in alcune sue parti a causa delle forti maree di settembre.
Da allora la strada è stata sigillata per evitare incidenti, una situazione che ha portato ieri a un incontro tra le autorità locali e regionali. Tra l’altro, a causa del ritardo nei lavori di ricostruzione.
Il Direttore Generale della Gestione delle Coste e dello Spazio Marittimo del Governo delle Canarie, Antonio Acosta, ha tenuto una riunione in città, alla quale hanno partecipato la sindaca di Arona, Fátima Lemes; il primo vicesindaco e assessore all’Ambiente, alla Sostenibilità e ai Servizi Pubblici, e Juan Sebastián Roque, assessore ai Lavori Pubblici, agli Appalti e all’Edilizia abitativa, oltre a parte del servizio tecnico ambientale della Corporazione.
Non è la prima volta che la costa di Las Galletas, come quella di altre città, tra cui Los Cristianos, viene danneggiata dalle maree, una situazione che non è destinata a migliorare, ma anzi a peggiorare nei prossimi anni.
Las Galletas, ad Arona, è uno dei sei punti di maggior rischio a Tenerife a causa del cambiamento climatico, come indicato nei piani PIMA (Planes de Impulso al Medioambiente), che determinano le aree.
Il 3 settembre, dopo il crollo del lungomare (successo molte volte negli anni precedenti), la sindaca di Arona ha spiegato in un post sul suo profilo personale che la causa del crollo era “probabilmente il risultato delle grandi onde e del cattivo stato del lungomare”, e ha indicato che i danni sarebbero stati valutati dai tecnici.
Fátima Lemes ha detto che “interverremo il prima possibile” e ha celebrato che “non dobbiamo rammaricarci di incidenti ma di danni materiali” e che “la rapida azione della Polizia Locale e della Protezione Civile ha facilitato il perimetro di sicurezza e la chiusura di quella zona”.
Tutto questo prima che, settimane dopo, si svolgesse l’incontro con la Direzione generale delle coste.

