La Consejería de Turismo del Governo delle Canarie si trova di fronte a una sfida importante: regolare l’attività turistica dell’arcipelago e trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti, o quantomeno attenui il clima di tensione e preoccupazione che si respira tra i proprietari delle zone turistiche, siano essi piccoli o grandi.
A mezzanotte di ieri si è concluso il processo di consultazione pubblica per la nuova legge sul turismo, che unificherà in un unico testo la Legge 7/1995 e la Legge 2/2013. Si tratterà di una normativa ampia e complessa, ma che secondo la consejera del Turismo, Jessica de León, garantirà maggiore sicurezza giuridica a chi opera nella legalità, attirerà nuovi investimenti e ridurrà la burocrazia.
Il punto centrale della riforma sarà la questione della “unità di sfruttamento” (unidad de explotación), ossia la gestione unitaria dei complessi turistici tra proprietari e gestori. Un tema tutt’altro che semplice, visto che ogni struttura presenta casistiche diverse. «Siamo consapevoli della necessità di prendere decisioni urgenti. Vogliamo una legge che si adatti al mercato e prevenga conflitti tra proprietari e gestori», afferma de León.
Il concetto di unità di sfruttamento, così come definito nel 1995, è cambiato radicalmente con l’avvento dell’economia delle piattaforme. È normale che il piccolo proprietario voglia gestire autonomamente i propri introiti, ma se decide di operare nel settore turistico deve assumersi anche le responsabilità e rispettare le misure di prevenzione necessarie. Allo stesso tempo, ci sono molti proprietari che preferiscono rimanere all’interno della gestione unitaria, quindi non si tratta né di imporla ovunque né di abolirla, ma di ordinarla.
La legge del 2013 è ritenuta dalla Consejería il principale problema, in quanto “utopica” e scollegata dalla realtà, al punto che «mercato e persone sono andati in una direzione e l’amministrazione in un’altra». L’obiettivo della nuova legge è trovare un equilibrio, pur sapendo che sarà difficile accontentare tutti, ma necessario per ridare ordine al settore e permettere a ciascuno di operare in termini di competitività e redditività senza ledere i diritti altrui.
Un altro tema riguarda le seconde case che vengono usate per affitti turistici: secondo la Consejería, se si decide di destinarle stabilmente a questa attività, devono continuare a essere commercializzate come appartamenti turistici.
Oltre all’unità di sfruttamento, la nuova normativa dovrà affrontare due questioni chiave: mantenere alta la competitività e incentivare la riqualificazione delle aree turistiche degradate, spesso frammentate in molte proprietà. L’idea è proporre incentivi non economici e non legati a maggiori volumetrie, ma che stimolino i piccoli e grandi proprietari a investire in ristrutturazioni per adeguare la qualità dell’offerta.
Secondo de León, il turismo non dovrebbe essere politicizzato, poiché rappresenta il sostentamento del 40% dei lavoratori delle Canarie. È quindi urgente aggiornare una legge che negli ultimi dodici anni ha fatto «più danni che benefici» e che nessun governo ha voluto toccare. «Il momento è adesso», ribadisce la consejera.
La tempistica dipenderà dalla collaborazione tra le parti coinvolte: la richiesta è di affrontare il dialogo con chiarezza e spirito costruttivo per evitare i ritardi che stanno già colpendo la legge sugli affitti vacazionali. L’obiettivo finale è migliorare la situazione di molti proprietari bloccati dalla normativa del 2013, dare stabilità alle imprese che operano correttamente e rafforzare il settore extralberghiero come fonte di reddito e occupazione per le isole.

