La Gerencia de Urbanismo e l’Área de Patrimonio Cultural collaborano al progetto di recupero del litorale per rendere visibile questo tratto di fossili dell’ultimo massimo interglaciale
L’Área de Patrimonio Cultural e la Gerencia de Urbanismo del Ayuntamiento de La Laguna stanno lavorando su azioni per la protezione e la divulgazione del sito paleontologico di Punta de San Juanito, una spiaggia fossile dell’ultimo massimo interglaciale che, su una superficie di circa 20 metri quadrati, registra una piccola porzione di come fosse il litorale di La Laguna e le specie che lo abitavano oltre 120.000 anni fa. La protezione di questa importante immagine del passato è già inclusa nel progetto di esecuzione per il recupero del litorale di Punta del Hidalgo.
Lo ha annunciato il consigliere per il Patrimonio Culturale e presidente della Gerencia de Urbanismo, Adolfo Cordobés, che ha sottolineato che questo progetto di ripristino ambientale “incorpora le manifestazioni culturali esistenti in questo contesto paesaggistico del litorale di Punta, tenendo conto della sua realtà storica, dell’impronta lasciata e delle aspettative sociali riflesse attualmente. Ma, inoltre, diventa un’opportunità per la protezione di questo sito paleontologico poco conosciuto, nonché per la sua conservazione, ricerca e divulgazione”.
Secondo quanto spiegato dal Comune, si tratta di una spiaggia fossile composta da arenarie consolidate che includono alcuni ciottoli basaltici. Contiene una grande quantità di conchiglie di micromolluschi e alcuni macromolluschi, tra cui alcune specie di acque calde, come il Tethystrombus coronatus o il Gemophos viverratus. Ospita anche rodoliti, ossia noduli di alghe rosse calcaree e un deposito terrigeno di argille e limi che contiene numerose conchiglie di una specie di gasteropode terrestre, che potrebbe essere Hemicycla collarifera, una specie endemica dell’area di Anaga ormai estinta. Per garantirne la protezione, il sito è già stato incluso nel progetto di recupero del litorale con le misure necessarie affinché le operazioni non lo danneggino.
Questo progetto di ripristino ambientale per il litorale, elaborato dallo studio CF Cabrera-Febles Arquitectura, Paisaje y Urbanismo, comporterà un’ampia intervenzione su una superficie di circa 50.000 metri quadrati, concentrata sul tratto che inizia dove termina la zona urbana di Punta del Hidalgo e che ha un grande potenziale per la rigenerazione, miglioramento e conservazione delle risorse patrimoniali.
Il costo dell’intervento è stimato in poco più di 3,7 milioni di euro e la gara d’appalto del progetto sarà formalizzata una volta ricevuto il parere obbligatorio di Costas. Il progetto ha già ottenuto il parere favorevole dell’Autorità Portuale.
L’intervento di base, su cui si basano le altre azioni del progetto, consiste nell’estrazione e nella pulizia di tutto il fronte costiero, dopo decenni di scarichi di detriti, così come nella correzione della degradazione esistente. Questi lavori permetteranno che il flusso e il riflusso delle maree non trovino l’ostacolo rappresentato dalla scarpata o dalla barriera dei detriti, oltre a portare alla luce il substrato marino coperto da detti detriti, favorendo la biodiversità e permettendo che le risorse biologiche si possano insediare nei numerosi pozzi e rocce che verranno scoperti.
Dal Comune hanno ricordato che la zona ospita centinaia di specie, tra cui l’alga bruna Sargassum vulgare, catalogata come Specie di Interesse per gli Ecosistemi Canari, o uccelli che sono sotto Regime di Protezione Speciale.
A questo obiettivo principale di ripristino ambientale si aggiunge la funzione sociale che questo tratto del litorale rappresenta per l’uso pubblico, oltre ad altre azioni di riabilitazione e compattazione del fondo stradale, potenziamento e rimboschimento del margine interno con specie autoctone, interramento di una parte della rete elettrica, la valorizzazione dello spazio del faro e una piazzetta vicino alla cappella, tra gli altri.

