L’operazione è stata avviata ad Albacete, dopo che una donna ha scoperto sul cellulare della figlia di 12 anni chat a contenuto sessuale ottenute attraverso minacce ed estorsioni.
Gli agenti del Gruppo di Investigazione Tecnologica (Edite), appartenenti all’Unità Organica di Polizia Giudiziaria della Comandancia della Guardia Civil di Albacete, nell’ambito dell’operazione Worldpsex, hanno arrestato un uomo di 29 anni residente a Madrid, accusato di corruzione di minori a fini pornografici, minacce ed estorsione tramite un’app di messaggistica istantanea di origine turca. Inoltre, sono indagate altre 15 persone, tre delle quali nella provincia di Santa Cruz de Tenerife.
Le indagini riguardano reati di corruzione di minori a fini pornografici, perpetrati attraverso la pratica del child grooming online. Gli indagati avrebbero contattato la vittima tramite cellulare, convincendola a inviare contenuti multimediali, tra cui immagini, video e audio di natura sessuale, e in alcuni casi partecipare a videochiamate dal contenuto esplicito.
L’origine delle indagini
Le investigazioni sono iniziate quando una donna di un comune della provincia di Albacete ha denunciato alla Guardia Civil di aver trovato sul cellulare della figlia contenuti pornografici espliciti, inviati da utenti di chat tramite un’app di messaggistica istantanea.
Il caso è stato preso in carico dal gruppo Edite, che ha analizzato e salvaguardato i dati contenuti nel telefono. È emerso che la minore si era registrata sull’app investigata, pubblicando nel suo profilo un’immagine che la ritraeva insieme a un’amica. Questa foto, diventata rapidamente virale, ha attirato 56 utenti che, approfittando dell’anonimato dell’applicazione, l’hanno contattata per persuaderla a inviare materiale sessuale, in alcuni casi ricattandola con l’invio di contenuti pornografici propri.
Le tecniche di occultamento degli indagati
Gli investigatori hanno accertato che alcuni utenti sono riusciti a convincere la vittima a partecipare a videochiamate dal contenuto sessuale esplicito. Nonostante i tentativi della maggior parte degli indagati di nascondere la propria identità attraverso tecniche antiforensi, come la modifica o l’occultamento degli indirizzi IP, la Guardia Civil è riuscita a identificare diversi sospetti.
Un uomo residente a Madrid, in particolare, aveva creato tre profili falsi sull’app di messaggistica per far credere alla vittima di parlare con persone diverse. Dopo aver ottenuto contenuti multimediali di natura sessuale, l’ha minacciata ed estorta affinché inviasse file ancora più espliciti, minacciando di diffondere i materiali già in suo possesso. L’uomo è stato identificato e arrestato.
Operazione estesa a livello nazionale
Oltre all’arresto, la Guardia Civil ha indagato altre 15 persone in diverse province spagnole: Barcellona, Bilbao, Burgos, Cuenca, Ciudad Real, Madrid, Malaga, Murcia, Orense, Siviglia e Santa Cruz de Tenerife. Per condurre l’operazione, gli agenti del gruppo Edite della Comandancia di Albacete hanno collaborato con le unità di Polizia Giudiziaria delle province coinvolte.

