La Corte Suprema ha ordinato al Governo di adottare con urgenza misure concrete per occuparsi dei più di mille minori migranti non accompagnati attualmente presenti nelle Isole Canarie e intenzionati a richiedere asilo. La decisione ribadisce il richiamo già formulato in precedenza, vista la persistente e palese inosservanza dell’ordine giudiziario. Inoltre, la Corte avverte che, in caso di nuovo mancato rispetto, verranno adottate misure coercitive.
Così si è pronunciata la Corte Suprema dopo l’udienza tenutasi il 29 maggio, durante la quale è stato riscontrato il “chiaro inadempimento” della misura cautelare disposta il 25 marzo scorso: in due mesi, infatti, non è stato valutato nemmeno un minore, né è stato redatto un elenco completo e preciso degli stessi.
Secondo i giudici, ciò dimostra una totale ignoranza dei diritti riconosciuti dalla normativa sull’asilo e la protezione internazionale, in particolare quando si tratta di soggetti in condizioni di “vulnerabilità e bisogno”.
I magistrati sottolineano che, fino ad ora, e in chiara violazione della misura cautelare – con ben due richiami rimasti senza esito – l’Amministrazione statale non si è attivamente impegnata per garantire a questi minori l’accesso alle condizioni di accoglienza che rientrano nella sua competenza, né ha adottato misure efficaci per affrontare il sovraffollamento nella gestione delle richieste di asilo, che costituisce un presupposto fondamentale del problema.
Nel provvedimento, per evitare ogni dubbio, viene elencato l’insieme dei diritti che devono essere garantiti a questi minori e che sono di esclusiva competenza dello Stato.
Tali diritti, che non si limitano agli aspetti materiali o assistenziali attualmente garantiti dalla Comunità autonoma delle Canarie, continuano a non essere effettivamente riconosciuti dall’Amministrazione statale, o lo sono solo parzialmente, nonostante si tratti di persone in evidente condizione di fragilità.

