Il presidente della CEOE di Tenerife, Pedro Alfonso, ha lanciato un campanello d’allarme mercoledì scorso, segnalando che diversi imprenditori del settore turistico gli hanno riferito di un “calo” significativo nelle prenotazioni alberghiere negli ultimi mesi. Riguardo allo sciopero durante la recente Settimana Santa, ha affermato con decisione che “l’attività turistica è sacra”.
Durante una conferenza stampa per la presentazione del rapporto congiunturale del primo trimestre del 2025, Alfonso ha sottolineato che “ogni gesto conta” e che “dietro ogni piccolo blocco c’è un’eco che mina la fiducia. E quando la fiducia crolla, gli investimenti si fermano. Non possiamo trasformare la contrattazione collettiva in un campo di battaglia: bisogna tornare sul sentiero del dialogo, della fiducia e del buon senso”.
Il presidente ha inoltre valutato positivamente la decisione della federazione degli albergatori di proporre una nuova data per la negoziazione del contratto collettivo: “Serve un approccio costruttivo e continuativo. È un gesto di buona volontà e di impegno da parte del settore, che i sindacati sembrano non cogliere. Non si tratta di conquistare i titoli dei giornali, ma di tutelare i posti di lavoro”.
Quanto al “rallentamento” delle prenotazioni, Alfonso ha specificato che riguarda soprattutto la stagione estiva e che la causa principale è “un calo generalizzato” che non riguarda solo le Canarie. Tuttavia, si dice fiducioso in una possibile ripresa “all’ultimo momento”.

