Diversi lettori del nostro giornale ci hanno segnalato un video, presente su Instagram e pubblicato dall’utente @amoape_podcast che racconta la storia di un presunto ragazzo, che si trovava in vacanza a Tenerife, al quale una organizzazione di trafficanti di organi avrebbe espiantato un rene.
SI TRATTA DI UNA NOTIZIA DESTITUITA DI FONDAMENTO.
Il podcast in questione racconta che questo ragazzo che si sarebbe trovato in vacanza a Tenerife, e che dopo avere bevuto, si sarebbe allontanato dal gruppo di amici con una ragazza conosciuta in una discoteca, per poi svegliarsi la mattina seguente in una camera di hotel con una ferita, e una volta condotto in ospedale avrebbe scoperto di avere subito l’asportazione di un rene. Le ragazze sostengono che il malcapitato sarebbe stato adescato per conto di una organizzazione che traffica organi.
Il video in questione, visibile a questa URL https://www.instagram.com/reel/DBHBf9hNS67/?igsh=cm5nY3RscXQ4OGFl ha infiammato il social, divenendo estremamente virale. In meno di 48 ore, al momento in cui stiamo redigendo questo articolo, ha superato il milione e quattrocentomila visualizzazioni.
Ebbene, ci sentiamo di tranquillizzare i nostri lettori affermando e ribadendo con la massima certezza che NON E’ ACCADUTO NIENTE DI SIMILE! SI TRATTA DI UNA FAKE NEWS DI CATTIVO GUSTO, che rischia di creare timori senza motivo.
A Tenerife ovviamente non è mai accaduto niente di simile, e comunque se fosse accaduto lo avremmo appreso dalla stampa spagnola, italiana e internazionale, non certo da un podcast su Instagram. Fortunatamente, la maggioranza degli utenti che si sono imbattuti in questo contenuto hanno subito capito che si tratta di una fake news, come si può evincere dai numerosi commenti che ha ricevuto il contenuto in questione, ma come sempre accade in questi casi, le persone più ingenue potrebbero prendere per buona la notizia, dunque è opportuno smentirla con forza.
Un po’ di precisazioni
Innanzitutto, è impensabile che una persona a cui è stato espiantato un rene possa svegliarsi con una cicatrice e accorgersi poi in ospedale della mancanza di un organo. Premesso che una operazione del genere è estremamente complessa e delicata, e richiede apparecchiature di avanguardia, dopo un eventuale intervento del genere una persona avrebbe bisogno di cure intensive per diversi giorni, e non si sveglierebbe con un semplice “doloretto”.
Nel mondo purtroppo esiste la terribile realtà del traffico di organi, crimini che avvengono, salvo rarissime eccezioni, in paesi del terzo mondo o comunque in via di sviluppo, dove minori controlli e dilagante corruzione favoriscono questi atroci traffici. Ma anche in questo contesto le vittime non sono praticamente mai i turisti, bensì vengono scelte persone povere che vivono ai margini della società. Premesso che queste organizzazioni sono totalmente prive di scrupoli, e dunque non si farebbero certamente problemi morali, coinvolgere i turisti comporterebbe clamore mediatico, maggiori indagini e dunque problemi.
Far sparire persone, compresi bambini, che vivono nelle favelas o comunque in contesti sociali estramemente poveri invece, per le organizzazioni criminali è molto più facile e comodo. Minori indagini, minori problemi. Nella maggioranza dei casi inoltre, le vittime dei trafficanti non torneranno a casa con un organo espiantato, ma saranno uccisi e fatti sparire definitivamente. Un dramma sulla quale non c’è certo da scherzare per racimolare visualizzazioni social.

