La morte di Boli, un cane brutalmente decapitato lo scorso mercoledì nel comune di Tegueste, a Tenerife, ha suscitato grande indignazione e sdegno nell’opinione pubblica canaria e tra le istituzioni.
I proprietari dell’animale si sono trovati di fronte a una scena scioccante al rientro dal lavoro: la testa del loro cane lasciata davanti alla porta di casa, oltre a una finestra dell’abitazione infranta.
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla severità delle leggi vigenti in materia di maltrattamento animale, che prevedono pene detentive fino a due anni.
Le sanzioni previste
L’avvocata Lucrecia Roldán, esperta in diritto animale, ha spiegato al giornale Atlántico Hoy che questo caso rientra nella fattispecie aggravata prevista dall’articolo 340.3 del Codice Penale spagnolo, classificato come maltrattamento animale con esito mortale.
Le pene variano a seconda dell’eventuale presenza di precedenti penali dell’autore del reato e, in alcuni casi, potrebbero non comportare la reclusione effettiva. Tuttavia, la condanna può oscillare tra 12 e 24 mesi di carcere.
Inoltre, il colpevole potrebbe essere interdetto per un periodo da due a quattro anni dall’esercitare qualsiasi attività professionale, commerciale o lavorativa legata agli animali, nonché dalla possibilità di detenerne.
Per quanto riguarda le sanzioni economiche, la legge prevede multe fino a 10 euro giornalieri per 24 mesi, per un totale massimo di 7.000 euro.
Le indagini in corso
Le autorità hanno avviato un’indagine a seguito della denuncia sporta dai proprietari del cane. Secondo le prime informazioni, un individuo sarebbe già sotto osservazione, con precedenti denunce a suo carico.
Il Comune di Tegueste ha invitato la cittadinanza a collaborare attivamente e a segnalare qualsiasi informazione utile alle autorità competenti.
La petizione su Change.org
L’associazione Adóptame4Huellitas e l’attivista Cristo Gil hanno denunciato l’accaduto attraverso i social network. Su richiesta della famiglia, hanno anche diffuso le immagini del crimine per amplificare la risonanza del caso.
L’ondata di indignazione ha portato all’apertura di una petizione su Change.org, nella quale si chiede giustizia per Boli e l’urgente necessità di leggi più severe contro il maltrattamento animale.

