Lunedì sera un’abitazione è stata presumibilmente presa di mira e distrutta; negli ultimi diciotto mesi si sono verificati due incendi a seguito del lancio di ‘molotov’.
La Guardia Civil sta indagando su un incendio, ritenuto doloso, che ha gravemente danneggiato un’abitazione a Charco del Pino, nel comune di Granadilla de Abona. Fortunatamente, non ci sono stati danni alle persone, poiché la proprietaria non era presente all’interno al momento del rogo.
“Se fosse stata dentro, non avrebbe avuto scampo”, ha dichiarato ieri un vicino al giornale, sottolineando la gravità “impressionante” delle fiamme. L’incendio si è sviluppato intorno alle 22:00 di lunedì scorso, distruggendo mobili ed elettrodomestici all’interno della casa, oltre a devastare completamente un orto adiacente. Dopo aver spento le fiamme, gli agenti specializzati della Guardia Civil hanno raccolto campioni sul posto per procedere con le indagini.
Si tratta del terzo incendio che colpisce questa casa di Charco del Pino nell’ultimo anno e mezzo, sempre di notte, alimentando tra gli investigatori l’ipotesi di un possibile regolamento di conti. Sembrerebbe che l’episodio sia legato a un parente diretto della proprietaria, attualmente residente nella Penisola.
Alcuni vicini hanno raccontato alla Polizia Locale di Granadilla de Abona di aver visto, subito dopo l’incendio, un uomo sconosciuto allontanarsi dalla zona a piedi lungo la strada. Gli agenti hanno notato con sorpresa che la direzione in cui si muoveva non corrispondeva a quella che l’uomo affermava essere la sua destinazione.
Tra gli abitanti della zona cresce il “timore” per questa serie di atti criminali ripetuti, e c’è preoccupazione che possano verificarsi nuovi episodi in futuro. Alcuni residenti hanno chiesto l’installazione di fari e telecamere di sicurezza per sentirsi più protetti.
Già nell’aprile del 2024, alcuni abitanti di Charco del Pino e del centro di Granadilla de Abona avevano denunciato il lancio di bottiglie incendiarie contro alcune abitazioni e la comparsa di scritte offensive su case private, una scuola e il campo da calcio di Charco del Pino.
Alcuni residenti avevano riferito al Diario de Avisos che gli attacchi con molotov erano iniziati circa dieci mesi prima contro le porte di quattro abitazioni, tra cui quella colpita dall’incendio di lunedì 6 gennaio.

