Arturo González Hernández, sindaco di San Miguel de Abona, ha espresso preoccupazioni profonde riguardo alla proliferazione incontrollata di costruzioni su terreni rustici, un fenomeno che ritiene stia mettendo a rischio l’integrità ambientale del suo comune e della regione. Con 17 anni di esperienza alla guida del municipio, González si è dimostrato un amministratore costante, impegnato nella tutela del territorio e nel mantenimento di uno sviluppo equilibrato.
Il sindaco di San Miguel ha una lunga carriera politica alle spalle, iniziata nel 1987 quando lavorava come tecnico agricolo. Nel corso di questi 37 anni, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, da consigliere comunale fino a sindaco, incarico che ha ricoperto per 17 anni suddivisi in cinque mandati. La sua leadership è stata costante, e i risultati ottenuti gli hanno conferito una solida base di fiducia da parte della popolazione, come dimostrato dalle recenti elezioni che lo hanno riconfermato con una maggioranza assoluta.
González si distingue per un approccio pratico e orientato al lavoro, piuttosto che alla ricerca di protagonismo. Nonostante la presenza nel territorio di San Miguel di importanti poli economici come Amarilla Golf, Golf del Sur e il Polígono di Las Chafiras, il sindaco sottolinea come il comune preferisca concentrarsi sul lavoro piuttosto che cercare attenzione mediatica. “Non vogliamo essere sulle prime pagine, ma i nostri cittadini conoscono bene i risultati del nostro operato”, afferma, riflettendo su una filosofia di gestione sobria e lontana dalle polemiche.
Uno dei temi più delicati affrontati dal sindaco riguarda la proliferazione di costruzioni illegali su suoli rustici, un problema che non riguarda solo San Miguel, ma l’intera isola di Tenerife. González ha messo in guardia contro la crescente tendenza di suddivisioni illegali di terreni agricoli, che spesso finiscono per essere trasformati in abitazioni senza il rispetto delle normative ambientali e urbanistiche. Questo fenomeno è preoccupante non solo per l’impatto sul paesaggio e sull’ecosistema, ma anche per le implicazioni legate alla speculazione immobiliare.
“Non si tratta solo di un problema di necessità abitativa”, afferma il sindaco, “ma anche di speculazione, con persone, spesso provenienti dall’estero, che acquistano terreni e li suddividono senza considerare l’impatto ambientale. È un problema complesso e non esiste una soluzione facile. Ogni comune deve trovare un equilibrio tra lo sviluppo urbano e la protezione del territorio”. González riconosce che non tutte le parti coinvolte potranno essere soddisfatte, facendo riferimento a casi specifici come quello di Lomo Negro. In merito alla gestione ambientale, il sindaco cita l’isola di Lanzarote come un modello virtuoso di conservazione, suggerendo che potrebbe essere presa ad esempio per politiche più sostenibili.
Un altro aspetto critico del suo mandato è stata la lunga e complicata ristrutturazione del Polígono di Las Chafiras, un progetto infrastrutturale che ha incontrato numerose difficoltà. Inizialmente previsto per essere completato in 30 settimane, il progetto ha ormai superato i 60, causando disagi e critiche. González attribuisce i ritardi a complessi processi burocratici, sottolineando come i lunghi tempi amministrativi spesso frenino lo sviluppo di opere pubbliche. “Se dovessi dare un voto, darei un cinque, un approvato minimo”, ha dichiarato il sindaco, riflettendo sulle criticità del progetto e riconoscendo che una migliore gestione sarebbe stata possibile.
Un’altra questione rilevante per San Miguel e per l’intera regione delle Canarie è la crisi migratoria. Di recente, il comune ha visto l’arrivo di diversi gruppi di migranti via mare, con l’approdo di un barcona con 81 persone a bordo solo pochi giorni fa. González sottolinea la complessità della situazione, lamentando una mancanza di strategie chiare da parte del governo centrale per gestire la crisi. “È un problema internazionale che richiede una cooperazione europea”, ha affermato, criticando la scarsa trasparenza sulle procedure adottate per l’accoglienza dei migranti una volta sbarcati.
Per González, una possibile soluzione sarebbe fornire ai migranti una formazione adeguata che permetta loro di migliorare le loro competenze e, eventualmente, tornare nei loro paesi di origine con maggiori possibilità di reintegrarsi. Tuttavia, riconosce che il tema è estremamente complesso e richiede un approccio più coordinato a livello internazionale.
Nel corso della sua carriera, il sindaco ha tratto ispirazione da figure di spicco come Adán Martín, ex presidente delle Canarie, di cui elogia la capacità di comprendere le necessità dell’arcipelago con una visione globale. González ricorda Martín come un leader preparato e lucido, capace di guardare oltre le problematiche locali per affrontare le sfide su scala più ampia.
La gestione di Arturo González Hernández a San Miguel de Abona è stata caratterizzata da una costante attenzione alle esigenze del territorio e dei cittadini. La sua preoccupazione per la preservazione del patrimonio naturale e il suo impegno nello sviluppo sostenibile sono elementi chiave che continueranno a guidare la sua amministrazione nei prossimi anni, in un contesto sempre più segnato da sfide ambientali e sociali.

