ISOLE CANARIE. L’Arcipelago è la seconda comunità autonoma in cui gli affitti sono aumentati di più, con un costo medio di 12,17 euro al metro quadro al mese, superiore alla media nazionale.
La realtà dell’affitto alle Canarie: “Sono tornato a casa di mia madre perché qui guadagno meno ma pago come a Madrid”.
Il prezzo degli affitti nelle Isole Canarie continua a salire.
Nel mese di aprile è cresciuto del 22,5% rispetto allo stesso mese del 2022, risultando la seconda comunità autonoma in cui è aumentato di più, con un costo medio di 12,27 euro al metro quadro al mese.
Secondo i dati dell’Indice Immobiliare pubblicati ieri da Fotocasa, in Spagna nel suo complesso l’aumento è stato inferiore, in quanto il prezzo degli affitti è cresciuto del 7,3% ad aprile rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e dell’1,2% nella sua variazione mensile.
Questa crescita del 7,3% su base annua è il tasso più basso registrato negli ultimi cinque mesi, in particolare dal novembre 2022, quando il prezzo degli affitti è aumentato del 5,9%.
“Anche se questo aumento non è più a due cifre, il prezzo delle abitazioni in affitto ha stabilito un nuovo record ad aprile, per la quarta volta consecutiva nel 2023”, sottolinea il portale immobiliare.
Gli aumenti rilevati a fine aprile portano il prezzo delle abitazioni in affitto a 11,69 euro al metro quadro.
La riduzione dell’offerta, che è aumentata nell’ultimo anno e mezzo, è la ragione principale dell’aumento dei prezzi, ma anche il “grande squilibrio” tra domanda e offerta, come spiega il rapporto.
A questo si aggiunge il dirottamento di molte proprietà verso le case vacanza e la riluttanza di molti proprietari ad affittare e poi gli inquilini non pagano.
Tutto questo, nonostante la nuova legge sugli alloggi, approvata la scorsa settimana dal Governo.
Il governo spera che la nuova legge, che pone un tetto del 3% agli affitti nelle zone a rischio, dia un po’ di tregua a coloro che scelgono di affittare piuttosto che acquistare, opzione peraltro non praticabile visti gli alti tassi di interesse.
Inoltre, questa legge abbassa la definizione di “grande proprietario” da dieci a cinque proprietà.
Le comunità autonome potranno, a seconda delle loro competenze e delle rispettive realtà, abbassare la condizione di grande detentore dalle 10 proprietà stabilite dal progetto del Governo alle cinque proprietà che saranno finalmente incluse nella normativa.

