Ogni anno vengono applicate “soluzioni temporanee a un problema che persiste da troppo tempo e non viene affrontato”. Si valuta lo sciopero.
Circa 150 operatori sanitari si sono riuniti ieri davanti al Parlamento delle Canarie per protestare contro la “situazione critica” e le “soluzioni provvisorie” nei servizi di emergenza. In assenza di misure concrete, si sta prendendo in considerazione la possibilità di uno sciopero.
Yoel Hernández, segretario autonomico del sindacato Satse, ha denunciato che le infrastrutture sanitarie non sono adeguate al numero di persone assistite, a cui si aggiunge l’afflusso di turisti. Inoltre, oltre 600 posti letto ospedalieri sono occupati a causa della mancanza di strutture sociosanitarie disponibili.
Hernández ha chiesto un incremento stabile del personale e non solo interventi temporanei, poiché le emergenze sono “un problema quotidiano”. Ha anche sottolineato la necessità di piani d’azione strutturati per affrontare i picchi di domanda, che sono “ciclici e ripetitivi”. Secondo il sindacalista, ogni anno si tenta di risolvere la situazione con misure provvisorie, senza affrontare la questione in modo strutturale e urgente.
Pur riconoscendo le difficoltà del reparto Urgenze dell’HUC, Hernández ha difeso la qualità dell’assistenza offerta dal personale, nonostante il sovraccarico di lavoro. Ha infine evidenziato che le difficoltà lavorative spingono molti operatori a evitare di lavorare nell’HUC, chiedendosi perché il numero di professionisti sia così alto nell’ospedale La Candelaria e così ridotto all’HUC.
