Ricardo Rososzka, un uomo di 55 anni, è stato costretto a smontare la sua tenda a Playa San Juan, Tenerife, una decisione che mette in luce il grave problema del sinhogarismo (senza tetto) nell’isola. Da due mesi vive in condizioni di precarietà, allestendo un rifugio temporaneo in un barranco. Tuttavia, la polizia locale gli ha chiesto di abbandonare l’area a causa dei rischi legati alle inondazioni. Questa situazione rappresenta una sfida comune tra le persone senza fissa dimora, che spesso lottano per trovare un luogo sicuro dove stare, affrontando ostacoli sociali, economici e logistici. Il caso di Ricardo evidenzia la necessità di soluzioni più efficaci per sostenere chi vive in condizioni di estrema vulnerabilità.
Il dramma di Ricardo a Tenerife: “Devo lasciare il barranco, non so dove andare, le grotte sono già occupate”
Ricardo Rososzka, un uomo di 55 anni di origine argentina con cittadinanza spagnola, sta vivendo una difficile situazione di senzatetto da due mesi. Vive in una tenda in un barranco vicino a Playa San Juan, nel comune di Guía de Isora, dove è registrato con un “empadronamiento social”. Tuttavia, la polizia locale gli ha intimato di lasciare l’area entro il prossimo fine settimana, poiché si trova in una zona pubblica a rischio di inondazioni. “L’agente è stato gentile, mi ha spiegato che non posso stare qui perché sarebbe pericoloso in caso di piogge”, racconta Ricardo, che ha fissato un appuntamento con un’assistente sociale del municipio per il 2 dicembre.
Un percorso di vita difficile
Ricardo, che ha trascorso la sua vita come prestigiatore, sopravvive con piccoli spettacoli di strada e una modesta assistenza di 40 euro al mese da parte di Cáritas. Recentemente aveva trovato un lavoro come cameriere in una taberna di Playa San Juan, ma l’esperienza si è conclusa dopo soli tre giorni per mancanza di esperienza.
La ricerca di un rifugio
Con poche alternative, Ricardo ha provato a cercare riparo in alcune grotte nella zona di El Horno, ma molte sono già occupate o troppo pericolose per via del rischio di frane. “Se non avrò altra scelta, potrei piazzare la mia tenda lì, ma preferirei trovare un luogo più sicuro”, spiega. Sogna un giorno di poter avere un lavoro stabile e un alloggio, anche se sa che è un traguardo difficile da raggiungere.
Le notti nella tenda
Nonostante le difficoltà, descrive le notti nella tenda come “sopportabili”, grazie al clima mite dell’isola, anche se alcune mattine avverte il freddo. Amici generosi lo aiutano permettendogli di fare una doccia nelle loro case, ma la mancanza di una cucina è ciò che sente di più: “Mi manca più una cucina che un letto. Sono stanco di vivere di cibo in scatola”.
Un mago di strada dal cuore grande
Ricardo, noto artisticamente come Riki Rososzka, trova conforto nel calore del pubblico durante i suoi spettacoli di magia. Racconta di un bambino che, dopo aver assistito a uno dei suoi numeri, gli ha detto: “Devi venire tutti i giorni perché rendi felici i bambini”. Sul suo profilo Facebook, “Fábrica de risas de Tenerife”, e sul suo sito web omonimo, ispirato a Charlie Chaplin, si offre per spettacoli e celebrazioni, portando avanti la sua filosofia: “Far ridere è un bellissimo modo di fare del bene”.

