Coalizione Canarie, Partito Popolare e Vox approvano un emendamento che chiede al Governo delle Canarie di valutare misure per un turismo più sostenibile, prevedendo esenzioni per i residenti.
Il Pleno del Cabildo di Tenerife, con i voti favorevoli della maggioranza insulare (CC-PP) e di Vox, ha respinto ieri una nuova mozione presentata dal PSOE che proponeva l’introduzione di un’ecotassa turistica per i pernottamenti dei non residenti nelle Isole Canarie. È la quarta volta in questa legislatura che il gruppo socialista riporta il tema in discussione in aula, questa volta a seguito del recente Congresso insulare di CC che aveva espresso sostegno all’introduzione di tale tassa.
Al contrario, è stato approvato un emendamento sostitutivo presentato da CC e PP – su cui il PSOE ha scelto di non votare – con il quale si chiede al Governo delle Canarie di “valutare misure di politica ambientale, territoriale e fiscale che favoriscano un modello turistico più sostenibile e rigenerativo, tenendo conto delle specificità demografiche e turistiche di ciascuna isola”.
L’accordo approvato include inoltre l’impegno a “considerare esenzioni e agevolazioni per i residenti canari, i minori e i soggiorni motivati da ragioni sanitarie coperti da programmi sociali di amministrazioni pubbliche di qualsiasi Stato membro dell’UE”, così come a “continuare a promuovere, in ambito insulare, l’introduzione di un’ecotassa per migliorare la conservazione ambientale e potenziare i servizi nei parchi naturali di Tenerife”.
Il presidente del gruppo socialista, Pedro Martín, ha invitato la presidente del Cabildo, Rosa Dávila, a essere “coerente” con quanto sostenuto dal suo partito al Congresso insulare e a sostenere la mozione, che ha definito come “un serio tentativo di sostenere una proposta di tassa turistica sul pernottamento, evitando di ricadere nel populismo e negli annunci vuoti della presidente”.
I portavoce del PP, Lope Afonso, e di CC, José Miguel Ruano, hanno criticato la mozione del PSOE, accusandolo di voler “mettere in scena divisioni politiche nel governo, ignorando che il dibattito è legittimo”, ha dichiarato Afonso. Entrambi hanno inoltre sottolineato come il PSOE non abbia mai proposto questa tassa nel precedente mandato, mentre nel mandato attuale il governo ha già avviato l’introduzione di un’ecotassa a Masca e ha gestito il trasferimento delle competenze del Parco Nazionale del Teide. “Stiamo anche finalizzando aspetti del PRUG (Piano di Regolazione dell’Uso e della Gestione) che ci permetteranno di stabilire limitazioni decisive alla mobilità”, ha aggiunto Ruano.
“E se volete davvero discutere la proposta avanzata nel recente Congresso insulare di CC, allora vi aspettiamo al pleno straordinario dell’11 giugno, da voi richiesto”, ha concluso Ruano rivolgendosi a Martín.
Altre decisioni del Pleno: trasporto pubblico e cronaca
Il pleno ha inoltre approvato all’unanimità una mozione presentata dal Governo insulare a sostegno del trasporto pubblico gratuito nell’isola, con cui si sollecita lo Stato ad “anticipare e garantire l’erogazione dell’intero finanziamento previsto per il 2025 entro il 30 settembre”.
L’assemblea si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle sette persone decedute all’arrivo a El Hierro su un cayuco, e in omaggio a tutte le vite perse lungo la rotta migratoria atlantica.
Passerella di Padre Anchieta: costi aumentati e ritardi
La passerella pedonale di Padre Anchieta comporta ormai un investimento totale di 13.146.706 euro, dopo l’ultimo aggiornamento del progetto che ha aggiunto tre milioni di euro, di cui 832.500 euro inclusi ieri in una variazione di bilancio approvata dal Pleno; il resto sarà coperto dal dipartimento delle Infrastrutture stradali, come confermato dal consigliere Dámaso Arteaga.
Arteaga ha spiegato che questo adeguamento di spesa è dovuto principalmente a costi imprevisti emersi durante i lavori, incluso il trasporto dei componenti. Il PSOE ha fatto notare che la consegna dell’opera, inizialmente prevista per settembre-ottobre (inizio del nuovo anno accademico universitario), slitterà a novembre. Arteaga ha confermato il ritardo, ma ha precisato che non dipende dalla modifica del progetto, bensì dal ritardo da parte delle aziende terze incaricate della produzione e fornitura dei materiali.

