Diminuzione della capacità di risparmio (38%), riduzione del tempo libero e della vita sociale (35%) o cambio di residenza (31%): queste le principali conseguenze dell’aumento dei prezzi.
Il 73% dei residenti delle Canarie guarda con incertezza alla possibilità di accedere a un’abitazione in futuro – il 38% si dichiara abbastanza preoccupato e il 35% molto preoccupato –. I giovani tra i 18 e i 24 anni (77%) e le famiglie numerose (75%) sono i gruppi che manifestano maggiore inquietudine, secondo quanto rilevato dal II Barometro sulla Casa del Gruppo Mutua Propietarios. Solo il 22% afferma di sentirsi tranquillo riguardo all’evoluzione di questa questione, che si conferma tra le principali preoccupazioni degli spagnoli.
Secondo gli indicatori del Gruppo Mutua Propietarios, la maggior parte dei canari – e in particolare i gruppi vulnerabili come i giovani e le persone con redditi più bassi – si dimostra scettica sull’efficacia delle politiche pubbliche in materia di abitazione. Il 38% le considera controproducenti, il 34% le ritiene inefficaci e solo il 6% pensa che possano essere utili e raggiungere i loro obiettivi.
Per questo motivo, il 73% dei canari si dice pessimista e prevede un aumento dei prezzi delle case nel 2025: il 39% stima un incremento tra il 5% e il 10%, mentre il 34% prevede aumenti superiori al 10%. Al contrario, solo il 5% crede che i prezzi rimarranno stabili.
Secondo il II Barometro sulla Casa, i canari ritengono che questa situazione inciderà direttamente sulla loro vita quotidiana, costringendoli a sacrifici per poter affrontare i costi di acquisto o affitto della casa. Riduzione della capacità di risparmio (38%), minore tempo libero e vita sociale (35%) o trasferimento in un’altra zona (31%) sono le principali conseguenze di un mercato immobiliare sempre più sotto pressione.
Il rapporto del Gruppo Mutua Propietarios individua nella speculazione e nell’acquisto di immobili a scopo d’investimento (48%) la principale causa dell’aumento dei prezzi, seguita dalla scarsità di abitazioni disponibili (36%). Inoltre, il 31% dei canari ritiene che una delle cause principali sia l’insufficiente intervento del Governo nella regolazione dei prezzi.

