Gli albergatori ribadiscono la necessità di frenare il “caos” degli affitti turistici, mentre le piattaforme del settore chiedono un dialogo costruttivo e restrizioni “giuste, proporzionate e necessarie”.
A partire da giovedì, i nuovi appartamenti destinati agli affitti turistici dovranno ottenere l’approvazione esplicita della comunità dei proprietari con una maggioranza qualificata di tre quinti. In assenza di questo consenso, i condomini potranno chiedere l’immediata cessazione dell’attività o, in alternativa, intraprendere azioni legali.
Il 3 aprile entrerà in vigore la Legge Organica 1/2025, che introduce misure per migliorare l’efficienza del servizio pubblico di giustizia e modifica la Legge sulla Proprietà Orizzontale per rafforzare il potere decisionale delle comunità di residenti. L’obiettivo è consentire ai condomini di regolamentare la crescente diffusione degli affitti turistici, che nel paese stanno contribuendo all’aumento dei prezzi delle abitazioni e alle difficoltà di accesso al mercato immobiliare.
Vale la pena ricordare che, già lo scorso anno, diverse sentenze della Corte Suprema avevano confermato la possibilità per le comunità condominiali di vietare gli affitti turistici nei loro edifici con una maggioranza di tre quinti.
Tuttavia, questa nuova regolamentazione non si applicherà agli immobili già adibiti a locazione turistica prima dell’entrata in vigore della legge, che potranno continuare a operare.
Quali sono le modifiche previste?
La riforma della Legge sulla Proprietà Orizzontale del 1960 stabilisce che chi desidera destinare un immobile agli affitti turistici dovrà prima ottenere il consenso esplicito della comunità di proprietari.
Inoltre, il presidente del condominio – su propria iniziativa o su richiesta di altri residenti – potrà esigere l’immediata cessazione dell’attività se questa non è stata approvata, prima di procedere eventualmente con un’azione legale.
Come funziona il voto?
Per autorizzare, limitare o vietare un appartamento turistico sarà necessario ottenere il voto favorevole dei tre quinti dei proprietari, che rappresentino anche tre quinti delle quote condominiali.
Questa stessa maggioranza sarà richiesta anche per stabilire quote aggiuntive per le spese condominiali relative agli appartamenti turistici o per aumentarne la partecipazione ai costi comuni, purché l’incremento non superi il 20%. Tuttavia, queste decisioni non avranno effetto retroattivo.
I proprietari che già esercitavano l’attività prima dell’entrata in vigore della legge e che rispettano la normativa turistica vigente potranno continuare ad affittare i propri immobili con le condizioni e i tempi stabiliti dalla normativa di settore.
Finora, la Legge sulla Proprietà Orizzontale permetteva a qualsiasi proprietario di destinare il proprio immobile agli affitti turistici, e solo in caso di problemi si poteva portare la questione in assemblea per una possibile revoca con una maggioranza dei tre quinti.
Più case sul mercato, meno Airbnb
Con questa misura, il Governo punta a dare maggiore controllo alle comunità condominiali e a rendere obbligatoria l’autorizzazione preventiva per gli affitti turistici. Inoltre, sta lavorando a una riforma fiscale che prevede di assimilare gli affitti turistici alle attività economiche e di assoggettarli all’IVA.
Secondo l’Esecutivo, esiste un ampio consenso sociale sulla necessità di regolamentare, limitare o vietare gli affitti turistici, che stanno contribuendo all’aumento dei prezzi degli immobili e alla riduzione dell’offerta di case in affitto a lungo termine.
“La priorità è avere più case disponibili e meno Airbnb“, ha dichiarato la ministra dell’Edilizia, Isabel Rodríguez, sostenendo la necessità di vietare gli affitti turistici nelle zone più colpite.
Inoltre, il Governo ha istituito un registro unico degli affitti turistici, che entrerà in vigore il 1° luglio, per contrastare le irregolarità nella commercializzazione degli alloggi a breve termine.
Conflitti di convivenza
Secondo il Consiglio Generale degli Amministratori di Condominio, questa legge garantisce maggiore sicurezza giuridica sia ai condomini che agli amministratori di immobili, riducendo i problemi di convivenza causati dagli affitti turistici.
Gli albergatori ribadiscono la necessità di frenare il caos generato dagli affitti brevi, mentre le piattaforme del settore chiedono regolamentazioni equilibrate che tengano conto dell’impatto economico positivo di questa attività sulle economie locali.

