Dopo aver negoziato con le amministrazioni, decine di abitazioni di questo quartiere irregolare situato ad Arona affrontano richieste di demolizione delle loro proprietà.
Lomo Negro, il quartiere illegale situato alla periferia di El Fraile, nel comune di Arona, ha visto, nelle ultime settimane, numerose case ricevere ordini imminenti di sfratto. Questo insediamento, che ospita circa 700 persone, incluse famiglie con minori e persone dipendenti, ha iniziato a formarsi oltre un decennio fa.
Attualmente, almeno due decine di queste famiglie hanno ricevuto notifiche dall’Agenzia Canaria per la Protezione dell’Ambiente Naturale, che prevede la demolizione delle loro abitazioni, costruite su terreno rustico, una categoria di suolo protetto dove l’edificazione è vietata. Le sentenze stabiliscono tempi che vanno da uno a due mesi per ripristinare le aree al loro stato originario.
L’espansione di Lomo Negro è iniziata circa 10 anni fa, quando i proprietari di terreni agricoli hanno cominciato a vendere piccole parcelle in modo irregolare. Le famiglie che hanno acquistato questi terreni hanno costruito quello che oggi è un nucleo di circa 300 case. La presidente dell’associazione dei residenti, María del Rosario Estapliet, ha affermato che molti dei residenti “hanno investito tutte le loro risorse”, ricorrendo a prestiti bancari per costruire le loro case. Il collettivo dei residenti sta conducendo un censimento ufficiale per contare i residenti. Vale la pena ricordare che 200 abitanti sono riusciti a iscriversi nel registro del comune di Arona.
Ripristino delle aree La legalità di queste costruzioni è stata messa in discussione fin dall’inizio, il che ha portato a un crescente numero di ordini di demolizione. Tra giugno e settembre, i residenti hanno ricevuto numerose richieste giudiziarie e amministrative. Secondo i documenti visionati dal giornale, almeno 20 case hanno già ricevuto ordini di demolizione, e in alcuni casi i proprietari hanno solo 10 giorni per agire, con l’avvertimento che, in caso contrario, “l’amministrazione interverrà forzosamente”. L’Agenzia Canaria per la Protezione dell’Ambiente Naturale richiede che le aree “vengano restituite al loro stato originale”. Alcuni residenti hanno presentato ricorsi, ma la giurisdizione ha emesso sentenza nel luglio 2023, respingendo tali ricorsi.
L’avvocato che rappresenta una delle famiglie coinvolte sottolinea che i terreni, classificati come rustici di protezione agricola, sono soggetti a rigide restrizioni che vietano la costruzione di abitazioni. Tuttavia, la mancanza di intervento da parte del Comune di Arona negli anni ha permesso l’espansione di Lomo Negro, portando a questa “situazione critica”, ha dichiarato l’avvocato.
Soluzioni proposte Di fronte alla pressione degli sfratti, i residenti di Lomo Negro hanno cercato di avviare negoziati con le amministrazioni locali per trovare una soluzione che consenta loro di regolarizzare la loro situazione. Hanno presentato più volte proposte al comune e al Cabildo, chiedendo la legalizzazione dei terreni o, almeno, una moratoria fino alla riattivazione del Piano Generale di Ordinamento Urbano (PGOU), fermo da anni. Secondo Estapliet, “la soluzione migliore sarebbe una moratoria in attesa dell’approvazione del piano parziale”.
Lo scorso agosto, 300 residenti hanno partecipato a una manifestazione presso il Centro Culturale di Los Cristianos per esprimere le loro richieste. Successivamente, l’associazione ha tenuto un incontro con la sindaca di Arona, Fátima Lemes, al termine del quale è stata evidenziata “la via del dialogo” aperta tra il comune e i residenti colpiti.

