Innoceana sta sviluppando il progetto ‘Jardineros del Mar’, sostenuto dal Ministero per la Transizione Ecologica, con l’obiettivo di restaurare le praterie di alghe nel sud-ovest di Tenerife. Questa iniziativa rappresenta uno degli sforzi più ambiziosi per la riforestazione marina nelle Isole Canarie.
Il progetto mira a recuperare gli ecosistemi marini, vitali non solo per la biodiversità ma anche per la loro funzione di serbatoi di carbonio. Le praterie marine, infatti, sottraggono circa 27,4 milioni di tonnellate di carbonio organico all’anno, stoccandolo nei sedimenti oceanici. Tuttavia, la situazione è critica: le Isole Canarie hanno perso circa il 50% delle loro praterie marine negli ultimi vent’anni, a causa di scarichi illegali di acque reflue, sviluppo costiero e ancoraggi non regolamentati.
Nella fase iniziale del progetto, è stato effettuato un trapianto pilota di praterie marine da un’area sana del lato est dell’isola verso una zona designata per la restaurazione. Il prossimo passo prevede l’espansione degli sforzi per restaurare queste praterie, per cui Innoceana sta cercando donazioni esterne per rivitalizzare i fondali marini di Tenerife e recuperare questo prezioso ecosistema.
Le Praterie Sottomarine: Un Habitat Cruciale
Carlos Mallo, direttore generale di Innoceana e originario della Galizia, ha studiato ingegneria civile alla UPM di Madrid. Trasferitosi a Tenerife per passione del mare, ha fondato Innoceana, ora attiva anche in Costa Rica e California. “Abbiamo iniziato nel 2019 a monitorare i sebadales, ovvero le praterie sottomarine”, spiega Carlos, sottolineando l’importanza di queste aree per la biodiversità marina e la mitigazione del cambiamento climatico. Le praterie marine fungono da habitat e fonte di cibo per molte specie, come le tartarughe marine.
Inoltre, Mallo evidenzia l’importanza di questi habitat come serbatoi di carbonio, essenziali per contrastare il riscaldamento globale. Recentemente, l’Unione Europea ha introdotto il Regolamento sulla Restaurazione della Natura, che mira a restaurare il 20% degli ecosistemi degradati entro il 2030 e il 90% entro il 2050. “Questa normativa è la nostra salvezza”, afferma Carlos, evidenziando l’ambizioso obiettivo di riportare in vita gli ecosistemi marini degradati.
L’Inquinamento della Senna: Un Allarme per Parigi 2024
Oltre ai problemi legati alla restaurazione degli ecosistemi marini, Parigi si trova ad affrontare un problema di inquinamento nella Senna. Questo fiume, destinato a ospitare le gare di triathlon e nuoto in acque libere per le Olimpiadi di Parigi 2024, è stato recentemente dichiarato inquinato. Le piogge abbondanti hanno aumentato i livelli di inquinanti e batteri, costringendo gli organizzatori a cancellare gli allenamenti in acqua per il triathlon.
Gli atleti hanno dovuto limitarsi agli allenamenti di corsa e ciclismo, con la speranza che la qualità dell’acqua migliori in tempo per le gare. L’inquinamento della Senna non è solo una minaccia per gli eventi sportivi, ma rappresenta un serio problema ambientale e di salute pubblica, aggravato da scarichi urbani e industriali. Le autorità parigine stanno lavorando per migliorare la situazione, ma il cammino è ancora lungo.

