L’Agenzia delle Entrate spagnola intensificherà i controlli sugli operatori del mercato degli affitti turistici che utilizzano piattaforme online per promuovere le proprie proprietà. Questa misura fa parte del nuovo “Piano di Controllo Tributario e Doganale 2025”, pubblicato questo lunedì nel Boletín Oficial del Estado (BOE), con due obiettivi principali:
- Migliorare i servizi di assistenza ai contribuenti, affinché possano adempiere correttamente ai propri obblighi fiscali.
- Prevenire, individuare e regolarizzare eventuali violazioni tributarie.
Focus sugli affitti turistici e sulle piattaforme digitali
Proprio quest’ultimo obiettivo ha portato il Ministero delle Finanze a intensificare la supervisione del mercato degli affitti turistici attraverso piattaforme online come Airbnb e Booking. Secondo quanto specificato nella normativa, la finalità è identificare i proprietari (persone fisiche o giuridiche, residenti o non residenti) e gli intermediari che percepiscono redditi non dichiarati.
Per farlo, Hacienda sfrutterà:
- I dati forniti dalle Comunità Autonome, che gestiscono il censimento degli immobili destinati ad affitti turistici.
- Le informazioni scambiate a livello internazionale tramite la Direttiva DAC 7, che regola la condivisione di dati fiscali tra i Paesi dell’UE, in particolare per le piattaforme di affitto online.
Controlli anche sui non residenti
L’Agenzia delle Entrate aumenterà inoltre i controlli sulle persone non residenti in Spagna, per verificare se dichiarano correttamente i redditi da locazione e le plusvalenze derivanti dalla vendita degli immobili di loro proprietà.
Cosa cambia dal 3 aprile per gli affitti turistici
Dal prossimo 3 aprile 2025, entrerà in vigore una nuova normativa sugli appartamenti turistici, che prevede l’obbligo di ottenere l’approvazione esplicita di almeno tre quinti dei condomini per poter destinare un immobile a questo tipo di affitto.
Questa riforma, introdotta nella Legge sulla Proprietà Orizzontale (LPH), mira a regolamentare in modo più rigido l’uso degli immobili a fini turistici. Tuttavia, gli appartamenti già destinati a tale scopo prima dell’entrata in vigore della norma non saranno soggetti a questa restrizione.
Possibili sanzioni fino a 600.000 euro
La riforma prevede anche modifiche agli articoli 7 e 17 della LPH, stabilendo che:
- L’autorizzazione della comunità di condomini sarà un requisito essenziale per avviare l’attività di affitto turistico.
- I condomini potranno imporre costi aggiuntivi o aumentare le spese condominiali per i proprietari che affittano a turisti, purché tali incrementi non superino il 20% dei costi abituali.
- Le sanzioni per il mancato rispetto della normativa potranno arrivare fino a 600.000 euro, a seconda della regolamentazione vigente in ciascuna Comunità Autonoma.
- Le assemblee condominiali potranno denunciare i proprietari che operano senza autorizzazione o il cui affitto turistico causi problemi di convivenza, con la possibilità di richiedere risarcimenti per danni e disagi.
Queste misure si inseriscono in un più ampio giro di vite sugli affitti brevi, con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale e ridurre gli effetti negativi del turismo di massa nei centri urbani.

