La denuncia nel libro scritto da Nilla Fischer: “Nell’edizione del 2011, in Germania, ci fu detto di non depilarci. Ho dovuto abbassare pantaloncino e biancheria davanti al medico”
SVEZIA. Costrette a mostrare i propri genitali per provare di essere donne. È accaduto alle calciatrici svedesi durante i Mondiali del 2011, giocati in Germania e conclusi al terzo posto dalla nazionale scandinava. Lo ha rivelato l’ex difensore centrale di quella squadra, Nilla Fischer, 38 anni, nel suo libro “Jag sa inte ens hälften”, che in italiano significa “Non ho detto neanche la metà” (di tutto quello che so). Una denuncia che scuote il mondo del calcio femminile fin dalle fondamenta, perché viene da una delle sue protagoniste più autorevoli, che si è ritirata a fine 2022 dopo una carriera di più di vent’anni, in cui tra l’altro ha vinto una Champions League, ha conquistato un argento olimpico a Rio 2016 e si è piazzata due volte terza ai Mondiali.

