ITALIA . Colpita da una malattia rara che provoca dislocazione congenita delle grandi articolazioni, deformità di piedi e mani, e malformazioni cranio-facciali, questa ragazzina di 13 anni supera i record italiani paraolimpici nei 100 stile libero e nei 100 rana. Il padre Enrico racconta la sua storia
Ginocchia e gomiti lussati, muscoli flaccidi, colonna vertebrale deformata, udito molto debole, malformazioni a livello scheletrico maxillo-facciale, problemi di respirazione: la sindrome di Larsen si manifesta così. Emma, una ragazzina di 13 anni che vive a Concorezzo, vicino Monza, e pratica nuoto agonistico, ne è affetta dalla nascita. Nei giorni scorsi, nei Campionati Italiani di Nuoto Paralimpico a Brescia è riuscita a ottenere dei risultati sorprendenti, superando due record importanti poiché imbattuti da diversi anni: il primo nei 100 stile libero, mai superato dal 2015, e il secondo nei 100 rana, inviolato dal 2007. Una storia quella di questa giovane nuotatrice che dimostra come una disabilità grave possa essere trasformata in una forza trainante, capace di superare ostacoli insormontabili.

