La regione meridionale aumenta il suo peso demografico rispetto alla capitale grazie alla crescita turistica, anche se i prezzi esorbitanti degli affitti minacciano questa tendenza.
Il sud di Tenerife ha vissuto un’esplosione demografica senza precedenti nelle Canarie e in gran parte del territorio nazionale a partire dall’anno 2000. I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE) confermano che si tratta di uno dei tassi di crescita della popolazione più alti di tutto il paese.
I numeri forniti dall’ente ufficiale parlano da soli: i cinque comuni più popolati della regione sud (Arona, Granadilla de Abona, Adeje, San Miguel de Abona e Guía de Isora, in quest’ordine) hanno visto i loro registri anagrafici moltiplicarsi per 2,5 dal cambio del secolo. Questi cinque comuni contavano nel 2000 un totale di 94.735 abitanti, e l’anno scorso, secondo l’ultima rilevazione dell’INE, il numero dei residenti è salito a 235.265 (140.530 in più), un dato che non include i turisti che scelgono il sud dell’Isola per le loro vacanze.
Al contrario, sorprende che, nello stesso periodo di tempo, la capitale di Tenerife non solo non abbia incrementato la sua popolazione, ma l’abbia addirittura ridotta, passando da 215.132 persone nel 2000 a 209.395 l’anno scorso, ovvero 5.737 in meno. Invece, l’altra grande città metropolitana, La Laguna, ha ampliato il suo registro municipale fino a 159.034 abitanti, rispetto ai 126.543 del 2000.
Per quanto riguarda i comuni meridionali, secondo le statistiche dell’INE, Arona è passata, in meno di un quarto di secolo, da 38.416 residenti a 85.249; Granadilla de Abona, da 20.323 a 54.942; Adeje, da 14.007 a 50.167; San Miguel de Abona, da 7.315 a 22.606, e Guía de Isora, da 14.674 a 22.301.
Il boom turistico spiega, in gran parte, il fenomeno demografico che ha interessato il sud di Tenerife. La buona salute del settore, che non ha smesso di crescere nelle ultime decadi, è il grande polo di attrazione per la manodopera locale e straniera, il che ha provocato importanti disagi nelle infrastrutture viarie (gli ingorghi sono un incubo quotidiano per migliaia di automobilisti), ma anche in scuole, centri sociosanitari e abitazioni per residenti. Un problema, quello della casa, che si è aggravato notevolmente negli ultimi anni a causa della scarsa promozione di case pubbliche e, in particolare, per il boom degli affitti vacanzieri.
Nonostante l’alto costo degli affitti, con prezzi impossibili nelle zone residenziali più vicine ai nuclei turistici – i sindacati del settore hanno persino avvertito di un possibile “collasso” turistico a causa della difficoltà che incontrano i lavoratori nel trovare abitazioni a prezzi ragionevoli -, le offerte di lavoro che il sud di Tenerife propone rendono questa zona dell’Isola attraente per un profilo di immigrato giovane, con gli italiani in testa.
Basta guardare l’aumento dei registri dei comuni del sud per l’incorporazione di cittadini di questa nazionalità, una realtà che ha anche un effetto collaterale positivo non trascurabile: la riduzione dell’invecchiamento della popolazione, un fenomeno preoccupante che si sta diffondendo nel resto dell’Isola.

