TENERIFE La crescente fobia per il turismo è un’altra questione che preoccupa il settore, che ricorda che il turismo rappresenta il 35% del PIL delle Isole Canarie e impiega il 40% della popolazione attiva.
L’Associazione alberghiera ed extralberghiera di Tenerife, La Palma, La Gomera e El Hierro, Ashotel, ha trasmesso ai partiti politici con rappresentanza parlamentare le questioni chiave che questa organizzazione imprenditoriale ritiene più importanti in termini di turismo in vista delle imminenti elezioni regionali, insulari e comunali del 28 maggio.
Tra questi temi, l’organizzazione dei datori di lavoro del settore alberghiero affronta la mancanza di alloggi per i lavoratori del settore turistico, la connettività aerea delle isole, lo sfruttamento turistico illegale o gli affitti per le vacanze nelle isole, oltre a ribadire la propria opposizione alla tassa di soggiorno o all’errata denominazione di “ecotassa”, tra le altre questioni.
Riguardo a quest’ultimo punto, Ashotel ritiene che si tratti di una proposta con una chiara componente elettoralistica, che in realtà “non è una tassa, ma un’imposta sui pernottamenti, poiché non prevede alcun corrispettivo per questo prelievo fiscale”.
L’associazione dei datori di lavoro alberghieri ricorda che in altre destinazioni spagnole in cui è stata implementata, non c’è consenso sui suoi benefici e “non vengono fornite informazioni precise sulla sua destinazione né sull’uso dato al denaro raccolto”, mentre sottolinea che nelle Isole Baleari o in Catalogna è stata venduta per migliorare lo spazio o le infrastrutture turistiche e così non è stato.
“All’inizio, quando si è aperto il dibattito qualche legislatura fa, si parlava di un incasso per le Canarie, con una presunta tassa di 2-3 euro/notte, tra i 160-180 milioni di euro.

