CONNAZIONALE PERDE LA VITA A GRAN CANARIA, ACCUSE ALLA SANITA
Quella che riportiamo di seguito è una segnalazione ricevuta dalla redazione di Tenerife Notizie in merito ad un presunto caso di negligenza medica, che sarebbe costato la vita ad un connazionale.
Diamo spazio alla ricostruzione dei fatti denunciata dalle persone vicine, ma per completezza d’informazione facciamo presente che non è ancora stata effettuata l’autopsia, che comunque è stata disposta dalla Procura. Il connazionale non sarebbe stato sottoposto agli accertamenti basilari, come gli esami del sangue, che gli avrebbero potuto salvare la vita, nonostante quattro accessi in strutture sanitarie.
Un connazionale di 51 anni, residente da vent’anni a Gran Canaria, deceduto il 4 novembre scorso a seguito di uno stato settico e un’infezione cardiaca. La famiglia ha ottenuto l’autorizzazione per un’autopsia giudiziaria, mentre l’attenzione si concentra sulla catena di presunta negligenza che, secondo la ricostruzione fornita dai suoi cari, avrebbe ritardato la diagnosi fatale.
La ricostruzione dei fatti
Il calvario di E.T., stando al racconto delle.persone vicine, sarebbe iniziato il 22 ottobre, quando avrebbe accusato febbre altissima (39,5°C), forte debolezza e uno stato di disorientamento.
Allertato il 112, l’ambulanza lo avrebbe trasportato al Centro de Salud (CdS) di Ingenio. Dopo soli 20 minuti, sarebbe stato dimesso con una diagnosi sommaria di “infezione urinaria” e la prescrizione di un antibiotico generico.
23 Ottobre: Rifiuto di Soccorso. Il giorno seguente, con un peggioramento delle condizioni, la moglie avrebbe richiamato il 112, ma le sarebbe stato risposto che il caso non era considerato un’emergenza e che il paziente avrebbe dovuto recarsi autonomamente al CdS. Giunto in ambulatorio, il.connazionale presentava una paralisi quasi totale del braccio sinistro, eritemi e segnalava la visione di macchie marroni dall’occhio sinistro. I medici avrebbero liquidato il caso con una richiesta di visita oftalmologica, rimandandolo nuovamente a casa.
24 Ottobre: L’Appuntamento Mancato. Il paziente avrebbe avuto una visita presentando anche forti dolori ai reni e un alito descritto come “molto cattivo”. La dottoressa avrebbe richiesto un’analisi del sangue, ma con carattere normale, non urgente, fissando l’appuntamento per il 31 ottobre. Alla perplessità della moglie, riferisce, la dottoressa avrebbe risposto di “sapere lei se sia urgente o no”. Nello stesso giorno, l’appuntamento oftalmologico sarebbe stato fissato per l’11 febbraio 2026.
Nonostante l’appuntamento differito, E.T. si sarebbe recato all’Hospital Insular per una valutazione oftalmologica d’urgenza. Sarebbe stato lasciato nella sala d’attesa come caso “non grave” e dimesso dopo ore, con la sola misurazione di pressione e saturazione. Non sarebbe stato eseguito alcun esame del sangue.
28 Ottobre: attacco d’ansia sospetto. Al terzo accesso al Centro de Salud di Ingenio, con i sintomi in peggioramento e l’aggiunta di un forte dolore al petto e respirazione debole, sarebbe stato eseguito un elettrocardiogramma (risultato negativo). I sanitari avrebbero diagnosticato un “attacco d’ansia”, gli avrebbero somministrato un calmante e lo avrebbero rimandato a casa.
La Tragedia Finale
Solo il 29 ottobre, quando il.connazionale sarebbe giunto in stato confusionale totale e con febbre altissima all’Hospital San Roque Meloneras (privato), la situazione sarebbe stata compresa.
Diagnosi Tardiva: I familiari evidenziano che un esame del sangue eseguito immediatamente avrebbe rivelato una gravissima infezione in atto. Ulteriori analisi avrebbero riscontrato una verruca sulla valvola mitrale del cuore, segno di una probabile endocardite batterica.
Trasferito d’urgenza all’Hospital Negrín, sarebbe stato sottoposto a un intervento a cuore aperto e gli sarebbero stati drenati 4 litri di liquidi dai polmoni. Nonostante un iniziale recupero, il 4 novembre il paziente sarebbe stato riportato in Terapia Intensiva (UMI) per insufficienza respiratoria e, alle 15:00, un arresto cardiaco ne avrebbe causato la morte.
I suoi cari si interroga su una questione cruciale: come è stato possibile che in quattro accessi ospedalieri (tre al CdS di Ingenio e uno all’Hospital Insular) nessuno abbia ritenuto necessario eseguire una semplice analisi del sangue?
Gli esperti sottolineano che in presenza di sintomi come paralisi improvvisa, eritemi, disturbi della vista e febbre persistente, i protocolli medici prevederebbero l’esclusione immediata di uno shock settico o di infezioni gravi attraverso esami ematici urgenti. La mancata esecuzione di un esame diagnostico così basilare solleva dubbi sulla preparazione e sul rispetto delle procedure d’emergenza.
La concessione dell’autopsia, richiesta al tribunale, mira ora a chiarire se una diagnosi tempestiva – secondo la famiglia, già al primo accesso con l’ambulanza – avrebbe potuto salvare la vita del 51enne.
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